Presente finora in tre romanzi di Connelly, Ballard è il personaggio meno riuscito del celebre giallista di Filadelfia con un solido passato giornalistico. E finisce per dare l’impressione di essere stato creato per equilibrare le opere precedenti, dove le donne c’erano, ma sempre in ruoli marginali. Abilissima, orgogliosa e ribelle al punto giusto, la Ballard dei romanzi è fin troppo perfetta per coinvolgere davvero i lettori affezionati ai chiaroscuri di Bosch e Haller. Nella serie di Prime merita un voto discreto
◆ La recensione di BATTISTA GARDONCINI *
► Anche se i critici raffinati li disdegnano, i voti restano il modo più efficace per esprimere un giudizio, soprattutto quando si ha a che fare con serie Tv molto longeve, come quella dedicate ai personaggi dei thriller di Michael Connelly. Riassumendo. Finora sono uscite sette stagioni di “Bosch”, dedicate al tormentato poliziotto di Los Angeles Hieronymus “Harry” Bosch, che a mio giudizio si sono meritate un bel nove, mentre tre sono le stagioni di “Bosch Legacy”, che raccontano le avventure di Bosch dopo il suo più o meno forzato pensionamento dalla polizia di Los Angeles. A queste non darei più di sette e mezzo, perché risentono un po’ della stanchezza del personaggio. Darei otto alle tre stagioni di “Avvocato di difesa” dove agisce il fratellastro di Bosch Mickey Haller, detto anche l’avvocato della Lincoln perché scorrazza per Los Angeles a bordo di una spaziosa auto usata come studio.
Detto questo, sette resta un bel voto, e “Ballard“ si lascia vedere fino al colpo di scena finale, che annuncia nuove serie in arrivo. © RIPRODUZIONE RISERVATA
(*) L’autore dirige oltreilponte.org
