Il Presidente americano ha ufficialmente litigato con tutti, seppure non usando una modalità unica. Avendo un animo di natura fortemente commerciale, i suoi sentimenti li definisce “dazi” così che tu puoi controllare in ogni momento cosa pensa di te e degli altri. Anche con il premier israeliano il rapporto è dialettico come ha dimostrando quando gli ha scippato l’operazione di distruzione delle centrali sotterranee iraniane. Mentre avanziamo verso la Terza Guerra Mondiale per un pieno di benzina a prezzi decenti, la nostra indignazione lentamente ma quotidianamente si attenua, si distrae, si relativizza
◆ Il pensierino di GIANLUCA VERONESI
►La storia con la “S” maiuscola e al singolare è molto amata. È una disciplina contemporaneamente affascinante e utile. Ovvio! Ciò è dovuto al fatto che essa appare incontrovertibile; viene scritta e approfondita dopo che gli eventi sono accaduti. Non vedo l’ora di leggere o rivedere – a tempo debito – tutto quanto successo dopo l’insediamento di Trump nella sua seconda Presidenza perché francamente non ho capito nulla! Ha ufficialmente litigato con tutti, seppure non usando una modalità unica. Avendo un animo di natura fortemente commerciale, i suoi sentimenti li definisce “dazi” così che tu puoi controllare in ogni momento cosa pensa di te e degli altri. Apparentemente ha un unico amico, la persona – al momento – più antipatica nel mondo: Netanyahu. Ma anche con lui il rapporto è dialettico come ha dimostrando quando gli ha scippato l’operazione di distruzione delle centrali sotterranee iraniane.
Pensandoci bene, a lui così vanitoso possiamo riconoscere – come sempre – il record di essere stato il primo: invece di bombardare qualcuno o qualcosa ha bombardato la bomba. Più pacifista di così non si può. In attesa che la Storia faccia il suo corso, concentriamoci sulla iniziale causa scatenante del malumore presidenziale. Quando tutto è cominciato: il vergognoso e ingrato rifiuto del “Nobel per la pace”. Ricordo vagamente che le dichiarazioni di pace che si attribuiva erano 7 ma non ho mai letto non dico un elenco ufficiale ma almeno formale. Mi chiedo se i paesi interessati abbiano riconosciuto in lui l’artefice generoso e disinteressato di cotanta impresa.
Si laurea a Torino in Scienze Politiche e nel ’74 è assunto alla Programmazione Economica della neonata Regione Piemonte. Eletto consigliere comunale di Alessandria diventa assessore alla Cultura e, per una breve parentesi, anche sindaco. Nel 1988 entra in Rai dove negli anni ricopre vari incarichi: responsabile delle Pubbliche relazioni, direttore delle Relazioni esterne, presidente di Serra Creativa, amministratore delegato di RaiSat (società che forniva a Sky sei canali) infine responsabile della Promozione e sviluppo. È stato a lungo membro dell’Istituto di autodisciplina della pubblicità.
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.