Assieme a Jeremy Corbyn, la trentenne ex deputata laburista di Coventry South ha messo in moto la macchina di un nuovo movimento politico. Gli aderenti in crescita dell’esperimento britannico hanno deciso, per un pelo, di optare per una direzione collettiva. Tra un leader eletto dagli iscritti, visibile e riconoscibile, oppure un modello collettivo composto da un comitato dirigente non parlamentare, ha vinto la seconda opzione con un margine minimo, segnando un punto politico decisivo: né Corbyn né Sultana potranno guidare formalmente il partito nella fase iniziale. A livello di opinione pubblica, un sondaggio di agosto 2025 mostrava che circa il 20% degli adulti britannici avrebbe considerato «molto o abbastanza probabilmente» di votare per un nuovo partito di sinistra come quello di Sultana/Corbyn. Tra i giovani 16-34 anni, la considerazione era ancora più alta: circa un terzo dichiarava che potrebbe prendere in considerazione quel partito. La sfida non è nuova: quanto è praticabile un movimento che voglia scardinare un sistema costruito sull’identificazione tra un partito e il suo leader

Jeremy Corbyn e Zarah Sultana fianco a fianco al debutto del movimento con qualche ombra all’orizzonte 

◆ L’analisi di SAMUEL CAMPANELLA, da Londra

A cinque mesi dalla scissione che ha portato alla nascita di Your Party, Zarah Sultana rimane al centro di un progetto politico che pretende di ridefinire il ruolo della sinistra britannica. Ma se la narrazione pubblica l’ha spesso descritta come la figura emergente più in vista dell’esperimento, dentro il movimento il suo ruolo è tutt’altro che lineare: una presenza costante, influente, ma non coincidente con la leadership. Un paradosso che emerge chiaramente analizzando gli eventi della conferenza fondativa di Liverpool, tenutasi a fine novembre, e le tensioni interne che da mesi accompagnano il nuovo partito.

Sultana, trentenne, ex deputata laburista di Coventry South, ha portato a Westminster un linguaggio diretto, un’agenda radicale e un rifiuto evidente delle logiche di potere che regolano i partiti tradizionali. L’uscita dal partito Laburista di fatti avviene con accuse caustiche [e protestanti], denunciando un clima politico “ingessato”, privo di ambizione redistributiva e incapace di proporre soluzioni reali alle disuguaglianze. All’interno di «Westminster rotto» caratterizzato da promesse tradite e di un sistema che «amministra il declino invece di affrontarlo». È la premessa che porta alla nascita del nuovo movimento politico fondato insieme a Jeremy Corbyn: Your Party, un progetto pensato da subito come sfida a tutto ciò che la politica britannica ha rappresentato negli ultimi trent’anni.

Una denuncia verbale diventata concreta negli ultimi giorni. Il primo segnale è arrivato con il mancato arrivo di Sultana alla sessione inaugurale della conferenza di Liverpool. La scelta, annunciata poche ore prima, è stata motivata con la protesta per l’espulsione di alcuni membri ritenuti «ideologicamente incompatibili». Secondo Sultana, il processo disciplinare era stato condotto «in modo arbitrario e intimidatorio», replicando dinamiche che lei stessa aveva denunciato dentro il Labour. Le accuse hanno provocato un’immediata spaccatura, mettendo in evidenza tensioni già note: da settimane, dirigenti provvisori e iscritti si scontrano su criteri di selezione interna, alleanze possibili e ruolo dell’ex-leadership laburista nel nuovo progetto.

L’assemblea del movimento Your Party al congresso di Liverpool

A Liverpool, però, il vero terreno di scontro è stato il modello di leadership. L’assemblea era chiamata a scegliere se adottare una struttura tradizionale, un leader eletto dagli iscritti, visibile e riconoscibile, oppure un modello collettivo composto da un comitato dirigente non parlamentare. La seconda opzione ha vinto, per un margine minimo, il51,6%, segnando un punto politico decisivo: né Corbyn né Sultana potranno guidare formalmente il partito nella fase iniziale. La decisione, il cui significato politico è ancora in corso di valutazione, rappresenta un tentativo esplicito di evitare la personalizzazione del soggetto politico e di prevenire una sua identificazione automatica con i volti più noti della sinistra parlamentare.

L’impressione è che Zahara Sultana stia cercando di trasformare un ideale in una struttura concreta, ma senza quell’apparato gerarchico che garantisce stabilità ai partiti tradizionali. La parlamentare ha più volte ribadito che un nuovo partito «non può replicare i modelli verticali del passato», insistendo sulla necessità di costruire un’identità politica non centrata sui singoli. Le sue critiche propongono una visione pioneristica che però si scontra contro una cruda realtà fatta di gruppi interni che si boicottano e di correnti che rivendicano spazi. Secondo alcuni esperti, questa rappresenterebbe la fragilità naturale e precaria di un’organizzazione che mette insieme ex laburisti, movimenti sociali, sindacalisti e giovani radicalizzati da anni di austerità. Eppure, dietro questo presentimento, c’è però un numero sempre crescente di aderenti al partito. Un sondaggio di agosto 2025 mostrava che circa il 20% degli adulti britannici avrebbe considerato «molto o abbastanza probabilmente» di votare per un nuovo partito di sinistra come quello di Sultana/Corbyn. Tra i giovani 16-34 anni, la considerazione era ancora più alta: circa un terzo dichiarava che potrebbe prendere in considerazione quel partito.

Un altro morso di politica per l’ex deputato ed ex leader del Labour Party Jeremy Corbyn

Intanto la recente notizia del passo indietro di Jeremy Corbyn, come leader del partito, ha contribuito a ridefinire il quadro. La sua presenza simbolica, fondamentale nella fase iniziale, sembra ora destinata a ridursi, lasciando ancora più esposto il progetto alle dinamiche interne e alla sua capacità di organizzarsi in modo credibile. Di fatti pur non essendo candidata alla leadership, Sultana rimane una figura centrale e influente nelle scelte strategiche, determinante nel definire l’impianto democratico del partito, ma allo stesso tempo vincolata a un sistema che impedisce la concentrazione del potere nelle sue mani. La sua assenza alla conferenza, un gesto politico che in altri contesti avrebbe rappresentato una frattura insanabile, diventa invece il simbolo di un progetto che vuole affermarsi proprio come alternativa ai metodi ritenuti opachi o coercitivi. Il quesito rimane quindi se l’esperimento Your Party riuscirà almeno a superare la prima fase fondativa, ad oggi estremamente confusa e cigolante. E soprattutto se la visione di Sultana potrà scardinare un sistema politico, ormai costruito sull’identificazione immediata tra un partito e il volto del suo leader. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Leggi senza pubblicità. Aiutaci a restare liberi

Dona ora su Pay Pal

IBAN

Laureato in Antropologia presso La Sapienza di Roma, scrive per diversi giornali italiani e inglesi. Attualmente sta perseguendo un Master in Sviluppo Sostenibile a Londra, presso la prestigiosa Loughborough University, con un focus sull'analisi e sull'implementazione di soluzioni sostenibili per il Sud Globale e il settore sociale. Nel tempo libero, si dedica alla produzione di film indipendenti incentrate su tematiche ambientali e sociali.

Exit mobile version