Presentato lo scorso anno a Venezia, non è mai arrivato nelle sale italiane, perché Netflix ha deciso di diffondere il film di Kathryn Bigelow solo in streaming. È un film di sconvolgente attualità e un finale “aperto” che racconta un arco temporale di appena venti minuti. Lo fa da tre punti di vista diversi: quello dei militari che scoprono il missile in avvicinamento, quello dei diversi livelli decisionali che mostrano la loro totale inadeguatezza di fronte alla imminente catastrofe, e quello del presidente, interpretato da un magnifico Idris Elba, consapevole del fatto di non avere una ragionevole possibilità di scelta. Non potendo negare che il rischio di un olocausto nucleare incomba sul mondo — tanto più con le fiamme della guerra che ardono una volta ancora nel Golfo Persico —, al Pentagono l’hanno messa sul tecnico: mai e poi mai i sistemi antimissile degli Stati Uniti avrebbero potuto mancare il bersaglio
◆ La recensione di BATTISTA GARDONCINI *
► Un missile balistico intercontinentale compare all’improvviso sugli schermi radar americani. Nessuno sa da dove sia partito ma diventa presto chiaro che il suo obiettivo è Chicago, dove una esplosione nucleare provocherebbe almeno dieci milioni di morti. I tentativi di intercettarlo falliscono, e al presidente degli Stati Uniti restano pochi minuti per decidere il da farsi. Russia e Cina negano un loro coinvolgimento nell’attacco, ma i militari non si fidano e vorrebbero una reazione immediata, alla quale però seguirebbe una contrattacco altrettanto letale.
(*) L’autore dirige oltreilponte.org
