Alla morte della moglie, un padre assente che ha abbandonato la famiglia quindici anni prima, tenta di rilanciare la sua carriera. Al funerale propone a une delle due figlie, Nora (la sorella è Agnes), di interpretare il ruolo principale, ricalcato sulla figura della loro nonna, morta suicida. Lei rifiuta. Lui ripiega sulla star hollywoodiana Rachel Kemp ma le cose non vanno per il verso giusto. Tutti i film di Trier hanno al centro personaggi fragili, alle prese con avvenimenti che li feriscono e li costringono a tirare fuori il meglio o il peggio di sé. E tutti sono girati con grande attenzione alle inquadrature e ai dettagli, perché alle immagini il regista affida il compito di sottolineare sfumature e stati d’animo che con i soli dialoghi non si potrebbero raccontare
◆ La recensione di BATTISTA GARDONCINI *
► “Sentimental Value”, il film del regista norvegese Joachim Trier vincitore del premio speciale della giuria a Cannes, è finalmente arrivato nelle sale italiane. Non perdetevelo, perché è davvero bello, coinvolgente e pieno di tensione nella sua lineare semplicità.
Nora, interpretata dalla strepitosa Renate Reinsve, è una affermata attrice teatrale. Ha una sorella minore, Agnes, che ha il volto della meno nota e altrettanto brava Inga Ibsdotter Lilleaas. Il padre Gustav – l’ottimo Stellan Skarsgård – è un famoso regista che ha abbandonato la famiglia molto tempo prima. Quando la moglie muore si presenta a sorpresa al funerale con una proposta: dopo quindici anni di inattività vuole fare un nuovo film, e vuole affidare a Nora il personaggio principale, ricalcato sulla figura della loro nonna, morta suicida. Lei rifiuta. Lui ripiega sulla star hollywoodiana Rachel Kemp – Elle Fanning è perfetta nella parte – ma le cose non vanno per il verso giusto.
Joachim Trier, da non confondere con il danese Lars Von Trier, si è rivelato al grande pubblico nel 2021 con “La persona peggiore del mondo”. Anche in quel film la protagonista era Renate Reinsve, che fu premiata a Cannes come migliore attrice. Tutti i film di Trier hanno al centro personaggi fragili, alle prese con avvenimenti che li feriscono e li costringono a tirare fuori il meglio o il peggio di sé. E tutti sono girati con grande attenzione alle inquadrature e ai dettagli, perché alle immagini il regista affida il compito di sottolineare sfumature e stati d’animo che con i soli dialoghi non si potrebbero raccontare.
“Sentimental Value” non fa eccezione. Quindi è giusto citare, insieme al regista e agli attori, anche la fotografia di Kasper Tuxen e la scenografia di Oliver Bugge Coutté. Al centro del film, infatti, c’è la vecchia casa di famiglia, che segue impassibile le vicende di coloro che la abitano, i loro pensieri e le loro pene. © RIPRODUZIONE RISERVATA
(*) L’autore dirige oltreilponte.org
