«Quando facevi una passeggiata con lui dovevi cancellare gli appuntamenti successivi. Il 100 per 100 di chi incrociavi lo riconosceva, il 90 lo fermava, il 70 chiedeva di fotografarsi insieme, il 50 si congratulava», scrive Gianluca Veronesi, nel giorno dei funerali di Baudo in Sicilia. «Ma la sorpresa la faceva lui che chiedeva loro da dove venissero. Qualunque fosse la località e per quanto sconosciuta, Pippo c’era stato e chiedeva se il teatro Tal dei tali era ancora in attività. No, aveva chiuso quaranta anni fa. Capivi così che memoria mostruosa avesse e che gavetta aveva fatto. L’avvocato Baudo percorreva, guidando lui, su e giù l’Italia per presentare spettacoli di avanspettacolo, improbabili premi letterari, sagre e processioni, sfilate di bellezza». Eppure la Rai, in questi 20 ultimi anni, non ha trovato il modo di ospitarlo in un ruolo di “grande vecchio”, di “padre nobile”
◆ Il pensierino di GIANLUCA VERONESI
► Lo scopritore, il divulgatore, il capocomico, il confidente, il consolatore e così via. È stato il più importante sociologo del Paese. Ha infatti contribuito – in misura fondamentale – alla definizione della società di massa. Che non è uguale in tutto il mondo e che noi abbiamo chiamato “tv generalista”. Formalmente di un programma era il presentatore ma nella realtà era anche il regista, l’autore, il direttore d’orchestra. Se avesse potuto, avrebbe fatto volentieri anche il cameraman.
Quando facevi una passeggiata con lui dovevi cancellare gli appuntamenti successivi. Il 100 per 100 di chi incrociavi lo riconosceva, il 90 lo fermava, il 70 chiedeva di fotografarsi insieme, il 50 si congratulava. Ma la sorpresa la faceva lui che chiedeva loro da dove venissero. Qualunque fosse la località e per quanto sconosciuta, Pippo c’era stato e chiedeva se il teatro Tal dei tali era ancora in attività. No, aveva chiuso quaranta anni fa. Capivi così che memoria mostruosa avesse e che gavetta aveva dovuto fare. L’avvocato Baudo percorreva, guidando lui, su e giù l’Italia per presentare spettacoli di avanspettacolo, improbabili premi letterari, sagre e processioni, sfilate di bellezza.
Un giorno gli ho chiesto se era la Rai che lo aveva scoperto oppure era lui che si era inventato la Rai. Mi rispose solo con un sorriso ma capii che quella possibile confusione, quella reciproca identificazione lo lusingava.
Approfitto per ringraziare Dina, la collaboratrice più stretta e segretaria di Pippo, sicuro di essere condiviso da tutti coloro che l’hanno conosciuta. Faceva da filtro e la sua autorità era assoluta. Immaginate l’atmosfera in uno studio televisivo, a pochi minuti da una “diretta” che deve fare milioni di spettatori: c’è una tendenza al panico e al perdere la testa. Tutti vogliono scaricare la loro tensione su Pippo. Lei che conosce a memoria la “scaletta” fa passare chi ha una motivata ragione e nell’ordine di apparizione.
Se è vero che “Sanremo è Sanremo” (non ci sono complimenti sufficienti per definirlo), “Baudo è stato e sempre sarà Baudo”. © RIPRODUZIONE RISERVATA
