La locandina dell’opera messa in scena dal Teatro Regio di Torino, ora in streaming su OperaVision

Il singolare incontro tra web e opera lirica restituisce al melodramma una forma di popolarità. È il caso felice di “Hamlet” di Ambroise Thomas, opéra romantique andata in scena a Torino nel maggio 2025, uno spettacolo di grande impatto musicale nellallestimento visionario firmato da Jacopo Spirei e diretto da Jérémie Rhorer. La tragedia di Shakespeare è riletta da Thomas e dai suoi librettisti Michel Carré e Jules Barbie in chiave romantica, mettendo al centro i tormenti interiori del principe Hamlet e quelli di Ophélie. Allo stesso tempo il protagonista perde la sua ironia e i suoi tratti di follia, Gertrude non solo sa del crimine, ma ne è la complice, come sottolinea il duetto dei sovrani nel II atto. Per entrare in confidenza con la lirica online, “OperaVision” permette di vedere gratis in streaming opere di 29 partner provenienti da 18 paesi europei. Per l’Italia aderiscono oltre al Regio di Torino il San Carlo di Napoli, la Fenice di Venezia e il Teatro dell’Opera di Roma


La recensione di SIMONETTA RHO

Il mondo dell’opera lirica e quello del web possono sembrare distanti e in antitesi ma in realtà l’incontro può diventare una straordinaria occasione per scoprire e far circolare una forma di spettacolo ormai riservata a pochi, restituendo al melodramma una forma di popolarità. Le occasioni di vedere l’opera dal divano di casa sono in realtà molte: dall’ottima scelta su Rai Play (gratuita) al canale web del Teatro alla Scala (a pagamento) fino appunto a OperaVision, che permette di vedere gratis in streaming opere di 29 partner provenienti da 18 paesi europei. Per l’Italia aderiscono oltre al Regio di Torino il San Carlo di Napoli, la Fenice di Venezia e il Teatro dell’Opera di Roma. Una splendida occasione per entrare in confidenza con la lirica online è l’approdo su OperaVision di Hamlet di Ambroise Thomas, opéra romantique andata in scena a Torino nel maggio 2025. Uno spettacolo di grande impatto musicale nell’allestimento visionario firmato da Jacopo Spirei, diretto da Jérémie Rhorer, con John Osborn e Sara Blanch protagonisti. 

Una scena dell’opera diretta da Jérémie Rhorer. Le foto della pagina sono di Daniele Ratti (credit Teatro Regio di Torino)

Hamlet debuttò con grande successo nel 1868 all’Opéra di Parigi diventando una delle opere più rappresentate in Francia per oltre settanta anni. Ancora oggi oltralpe l’opera di Thomas viene spesso riproposta mentre in Italia è molto rara. Questa edizione inoltre è una prima assoluta in forma scenica della versione con il protagonista affidato a un tenore. Thomas l’aveva scritta e pensata così, salvo poi adattarla al primo interprete Jean-Baptiste Faure, determinando una tradizione esecutiva arrivata fino ad oggi. 

La tragedia di Shakespeare è riletta da Thomas e dai suoi librettisti Michel Carré e Jules Barbie in chiave romantica, mettendo al centro i tormenti interiori del principe Hamlet e quelli di Ophélie. Allo stesso tempo il protagonista perde la sua ironia e i suoi tratti di follia, Gertrude non solo sa del crimine, ma ne è la complice, come sottolinea il duetto dei sovrani nel II atto. La partitura di Thomas è in perfetta sintonia con questa lettura ed è spesso toccata dalla grazia con momenti memorabili come l’apparizione dello spettro, la grandiosa scena della pantomima, quella della follia di Ophélie (una delle più celebri e struggenti del repertorio operistico) e il suo suicidio accompagnato dal coro a bocca chiusa.

L’esecuzione dell’orchestra del Teatro Regio diretta da Jérémie Rhorer è eccellente così come le performance dei cantanti e del coro del teatro. La raffinata musica di Thomas mantiene calore e sottigliezza. A rendere definitiva questa versione dell’Hamlet è il valore aggiunto della regia di Jacopo Spirei che esalta la lettura romantica dell’opera creando un viaggio introspettivo nella tragedia del principe di Danimarca. Una messa in scena raffinata dal forte impatto visivo (mantenuta nella versione online) ispirata alle opere dei Preraffaelliti grazie ance alla complicità di scene e costumi firmati da Gary McCann e Giada Masi.

Chi ha visto questo Hamlet sul palco torinese ne è rimasto profondamente colpito, l’edizione sul web ne conferma la bellezza.

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Giornalista, torinese, ama girare il mondo. Laureata in storia del cinema all’università di Torino con una tesi sul Musical americano degli anni’30. Per 30 anni nella redazione Tgr Rai di Torino si è occupata di cronaca, politica, cultura e spettacoli. Già curatrice della Rubrica nazionale Tgr Petrarca. Si considera una cronista culturale che non si accontenta delle apparenze e dei comunicati stampa.

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