La locandina del film di Amélie Bonnin con Juliette Armanet, Bastien Boullion, Dominique Blanc, Tewfik Jallab e François Rollin

La regista francese esordiente all’ultimo festival di Cannes sbarca in questi giorni in Italia con il suo lungometraggio “Partir un jour”, ribattezzato “Allora balliamo”. Ha affidato il ruolo di protagonista a Juliette Armanet, consacrata  tra i grandi della canzone francese nella cerimonia di apertura dei giochi olimpici del 2024. Interpreta Cécile, cuoca emergente che sta per aprire un ristorante di lusso a Parigi con il fidanzato Sofiane ma è costretta a tornare nel modesto ristorante per camionisti di papà e mamma al suo paese. Dove riappare un amore di gioventù. Una piccola storia con il guizzo giusto della regista che ha coinvolto i bravi attori (a cui si aggiungono il bello del paese, Bastien Boullion, e Dominique Blanc, madre di Cécile) nell’ambizioso tentativo di mescolare i generi, chiedendo loro di cantare alcune parti del film con la rivisitazione di brani musicali famosi riscritti per l’occasione. Non un musical, ma una singolare alternanza tra la recitazione e il canto (che in Francia ha funzionato bene e ora sfida la calura estiva in Italia)


◆ La recensione di BATTISTA GARDONCINI *

Oggi voglio parlare di due donne di talento. La prima è Amélie Bonnin, la regista esordiente di “Partir un jour”, il lungometraggio che ha aperto l’ultima edizione del festival di Cannes, ed è arrivato da pochi giorni in Italia con il titolo “Allora balliamo”. La seconda è Juliette Armanet, consacrata  tra i grandi della canzone francese nella cerimonia di apertura dei giochi olimpici del 2024 grazie a una toccante esecuzione di “Imagine”, che nel film interpreta la protagonista Cécile, cuoca emergente che sta per aprire un ristorante di lusso a Parigi con il fidanzato Sofiane. Ma i suoi programmi saltano quando scopre di essere incinta ed è costretta a tornare al paese perché il padre, che gestisce con la madre un modesto ristorante per camionisti, ha avuto un infarto. Qui Cécile incontra un amore di gioventù, che la costringe a ripensare le sue scelte di vita.

“Allora balliamo” è tutto qui, una piccola storia quasi senza trama, che si regge sulla bravura degli attori. Oltre a Armanet, merita una citazione il bello del paese, interpretato da Bastien Boullion, già visto in “La mattina scrivo”, e la pluripremiata Dominique Blanc nei panni della madre. Tutti però fanno la loro parte, e anche qualcosa in più, perché Bonnin li ha coinvolti in un ambizioso tentativo di mescolare i generi, chiedendo loro di cantare alcune parti del film. Non un vero e proprio musical, ma una singolare alternanza tra la recitazione e il canto, che inizialmente lascia lo spettatore un po’ perplesso, ma poi si dimostra piacevolmente funzionale al racconto.

In Francia il film, complice anche la notorietà degli interpreti e la rivisitazione di brani musicali famosi riscritti per l’occasione, ha avuto un notevole successo, raccogliendo oltre un milione di spettatori. Fandango, il distributore italiano, non può certo sperare in un analogo risultato. Ma i primi risultati sono comunque  lusinghieri per un film anomalo in una stagione tradizionalmente difficile come l’estate. © RIPRODUZIONE RISERVATA

(*) L’autore dirige oltreilponte.org

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Giornalista, già responsabile del telegiornale scientifico Leonardo su Rai 3. Ha due figlie, quattro nipoti e un cane. Ama la vela, la montagna e gli scacchi. Cerca di mantenersi in funzione come le vecchie macchine fotografiche analogiche che colleziona, e dopo la pensione continua ad occuparsi di scienza, politica e cultura sul blog “Oltreilponte.org”.

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