Tra luglio e agosto 2026, due scadenze sulla sicurezza degli alimenti sono scivolate davanti ai nostri occhi senza lasciare traccia, tra ritardi nella tutela della salute e diritto di sapere dei cittadini. Gli effetti dannosi del Bisfenolo A (Bpa) erano noti da vent’anni e ce ne sono voluti undici per ridurre di ventimila volte la dose tollerabile per la salute umana. Per l’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare), le preoccupazioni riguardano gli effetti sul nostro sistema immunitario. Un primo segnale era arrivato già nel 2011 quando l’Unione europea aveva già vietato il Bpa nei biberon in policarbonato. Ma come abbiamo potuto continuare a utilizzare così a lungo, in tante altre applicazioni, una sostanza per la quale oggi riteniamo necessaria una soglia tanto più bassa? Lo stesso si può dire per le Pfas (sostanze “per-” e “polifluoroalchiliche”, un vasto gruppo di composti utilizzati per rendere i materiali resistenti all’acqua, ai grassi e al calore) negli imballaggi destinati al contatto con gli alimenti. Sostanze persistenti nell’ambiente e nell’organismo, tanto da essere comunemente definite “forever chemicals”, sostanze chimiche eterne. C’è chi le definisce come “il costo della comodità”. A conti fatti, un costo decisamente alto


◆ L’analisi di VITO AMENDOLARA

Due date sono scivolate nel calendario dell’estate europea quasi senza farsi notare: il 20 luglio 2026 è terminato il principale periodo transitorio previsto per l’immissione sul mercato di molti materiali a contatto con gli alimenti contenenti Bisfenolo A; dal 12 agosto 2026 è divenuto applicabile il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi; eravamo in ferie, ma ciò che è cambiato riguarda la nostra vita quotidiana, il modo in cui il cibo viene confezionato e il diritto dei cittadini a essere informati.

Il caso del Bisfenolo A (Bpa, sostanza chimica impiegata soprattutto nella produzione di alcune plastiche e resine) è emblematico. Per decenni è stato utilizzato anche nei rivestimenti interni di lattine e contenitori alimentari, nel 2006 l’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) aveva fissato la dose giornaliera tollerabile a 50 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo, nel 2015 l’aveva ridotta, in via temporanea, a 4 microgrammi, il 19 aprile 2023, dopo avere valutato oltre 800 nuovi studi, l’ha abbassata ulteriormente a 0,2 nanogrammi per chilogrammo al giorno: una soglia 20.000 volte inferiore a quella del 2015. Si tratta della quantità di esposizione quotidiana considerata tollerabile nell’arco della vita. Le motivazioni dell’Efsa sono state: l’esposizione alimentare al Bpa costituisce motivo di preoccupazione per la salute, con particolare attenzione agli effetti sul sistema immunitario.

Eppure un primo segnale era arrivato già nel 2011 quando l’Unione europea aveva già vietato il Bpa nei biberon in policarbonato; nel 2018 aveva poi rafforzato le restrizioni per i materiali destinati agli alimenti di lattanti e bambini piccoli. Domanda: come abbiamo potuto continuare a utilizzare così a lungo, in tante altre applicazioni, una sostanza per la quale oggi riteniamo necessaria una soglia tanto più bassa? La scienza procede accumulando evidenze e correggendo le proprie valutazioni, ma dopo la ricerca comincia il percorso delle decisioni, e qui i tempi diventano biblici: l’Unione europea ha adottato  nel dicembre 2024 con il regolamento 3190/24 il divieto del Bpa nei materiali destinati al contatto con gli alimenti: lattine, plastiche, vernici e rivestimenti, inchiostri da stampa, adesivi, gomme e altri materiali, che entra in vigore il 20 gennaio 2025, con  periodi transitori (luglio 2026-gennaio 2028) 

Non è l’unico passaggio che l’estate ci ha consegnato. Dal 12 agosto 2026 è applicabile il Regolamento europeo 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, Il provvedimento introduce requisiti più ampi per l’intero ciclo di vita delle confezioni e stabilisce anche limiti alle Pfas (sostanze per- e polifluoroalchiliche, un vasto gruppo di composti utilizzati per rendere i materiali resistenti all’acqua, ai grassi e al calore) negli imballaggi destinati al contatto con gli alimenti. Sono sostanze estremamente persistenti nell’ambiente e nell’organismo, tanto da essere comunemente definite “forever chemicals”, sostanze chimiche eterne. Bpa e Pfas sono sostanze diverse, con problemi e meccanismi differenti, e sarebbe sbagliato metterle scientificamente nello stesso calderone. Ma entrambe raccontano qualcosa del modello di consumo che abbiamo costruito.

È la società della comodità: prodotti pronti, porzionati, conservabili a lungo, trasportabili e consumabili ovunque, ed è qui che, senza confondere fenomeni diversi, il tema degli imballaggi incontra quello degli alimenti ultra-processati. Più cresce la trasformazione e la durata commerciale del prodotto, più  cresce anche la complessità di ciò che sta intorno al cibo: confezioni, rivestimenti, materiali, processi e sostanze necessari a conservarlo, renderlo longevo e distribuirlo. Il paradosso è che spesso paghiamo di più per avere meno tempo da dedicare al cibo, mentre potremmo ritrovarci a pagare indirettamente anche alcune conseguenze di questo modello sull’ambiente e sulla salute. Se la ricerca ha individuato il rischio e il legislatore ha già deciso che una sostanza deve essere eliminata o limitata, cosa facciamo durante gli anni necessari perché le nuove regole producano pienamente i loro effetti? Una deroga può essere comprensibile per l’industria Non può diventare una sospensione del diritto del cittadino a conoscere.

Tra vietare tutto immediatamente e lasciare tutto com’è, esiste infatti una terza possibilità: informare e differenziare con  confezioni e tecnologie alternative sicure, così si costruisce una nuova domanda di salute , alla quale le imprese hanno la responsabilità di rispondere. Chi anticipa il cambiamento tutela il consumatore, conquista fiducia e diventa competitivo. La sicurezza alimentare non può più riguardare soltanto ciò che mangiamo, ma deve considerare come quel cibo viene prodotto, trasformato, confezionato, conservato e portato sulla nostra tavola. Ed è qui che un modello alimentare suggerito dall’Unesco rivela una modernità forse sottovalutata; privilegiare alimenti freschi o minimamente trasformati: legumi, cereali, ortaggi, frutta, olio extravergine, e una cucina fatta anche di preparazione e convivialità significa spesso ridurre le intermediazioni tra il cibo e noi, mettendo in atto concretamente la Prevenzione Primaria

È giunto il tempo di misurare diversamente il valore della comodità. Risparmiamo i minuti e le ore che regaliamo alla fretta, allo stress e alle abitudini, che a loro volta rubano attenzione al cibo e alla cura della nostra salute. L’estate ci ha lasciato due date che non sono scadenze tecniche ma mostrano in maniera impietosa quanto tempo passa tra la scoperta del rischio e la tutela del cittadino consumatore   che non può essere privato della conoscenza e della libertà di scegliere. 

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Fonti

EFSA, Bisphenol A and other bisphenols, valutazione scientifica e aggiornamenti

Regolamento UE 2024/3190 della Commissione sul BPA e sugli altri bisfenoli

Direttiva UE 2011/8 sul divieto del BPA nei biberon in policarbonato

Orientamenti della Commissione europea sull’applicazione del Regolamento UE 2024/3190

Regolamento UE 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio

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Delegato confederale Coldiretti di Bari, precedentemente con lo stesso incarico a Reggio Emilia. Già direttore regionale della Coldiretti Campania, è attualmente presidente dell’Osservatorio Dieta Mediterranea e vicepresidente della “Federazione europea sulla sicurezza sanitaria e sicurezza animale”, con delega alla sicurezza alimentare. Membro dell'Accademia dei Georgofili e componente della Task Force della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori: Benessere e Nutrizione. È componente dell'Advisor Board della European Lifestyle Medicine Organization di Ginevra. Docente a contratto presso le università Parthenope e Federico II di Napoli. Giornalista pubblicista e accademico della Cucina italiana, nominato dal Presidente Sergio Mattarella Ufficiale della Repubblica.

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