La vitamina D è diventata negli ultimi anni uno dei prodotti più prescritti e consumati. È molto importante per la salute delle ossa e della muscolatura e, per alcuni studi più recenti, la cosiddetta “vitamina del sole” si comporta sotto molti aspetti come un ormone prodotto dall’organismo. E qui emerge un apparente paradosso che ci invita a riflettere sul nostro stile di vita e sul rapporto tra alimentazione, movimento e salute. Senza bisogno di ricorrere all’uso generalizzato di integratori alimentari, la ricerca scientifica conferma che ci sono valide alternative alle “sirene del marketing”, persino più piacevoli. Il consumo di pesce contribuisce al mantenimento di adeguati livelli di vitamina D. Soprattutto quelli che appartengono alla tradizione mediterranea: sgombro, sardine, alici, sugarello, aringhe e altri pesci azzurri. Siccome la vitamina D è liposolubile, tradotto nel linguaggio della Dieta Mediterranea, significa che un piatto di pesce azzurro condito con olio extravergine d’oliva rappresenta una scelta gastronomica di qualità e una combinazione favorevole per assorbire la vitamina D mangiando bene


◆ L’analisi di VITO AMENDOLARA

È soprannominata la “vitamina del sole” perché il nostro organismo è in grado di produrla grazie all’azione dei raggi Uvb sulla pelle. Eppure, proprio nel Paese del sole, la vitamina D è diventata negli ultimi anni uno dei prodotti più prescritti e consumati. Un apparente paradosso che ci invita a riflettere sul nostro stile di vita e sul rapporto tra alimentazione, movimento e salute. Con l’arrivo dell’estate e dopo il solstizio del 21 giugno, si apre una stagione che può rappresentare una straordinaria occasione di prevenzione. Non per inseguire tintarelle estreme o esposizioni eccessive, ma per recuperare una sana e regolare frequentazione degli spazi aperti, delle passeggiate, dell’attività fisica moderata e di una vita meno sedentaria.

Le più recenti evidenze scientifiche confermano l’importanza della vitamina D per la salute delle ossa e della muscolatura. Molti ricercatori la considerano addirittura un vero ormone. Lo studio “From Vitamin D to Hormone D”, pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition, evidenzia infatti come la vitamina D si comporti sotto molti aspetti come un ormone prodotto dall’organismo. Allo stesso tempo, il grande studio Vital pubblicato sul New England Journal of Medicine e condotto su oltre 25.000 persone ha dimostrato che l’assunzione indiscriminata di vitamina D in soggetti sani non rappresenta una soluzione universale contro tutte le malattie. La vitamina D è preziosa quando esiste una reale carenza o una specifica indicazione clinica, ma non deve diventare un’abitudine automatica.

Questa riflessione si inserisce in un tema più ampio: quello dell’uso degli integratori. Negli ultimi anni il mercato degli integratori è cresciuto enormemente, sostenuto da campagne pubblicitarie che spesso suggeriscono benefici generalizzati; tuttavia la ricerca scientifica ci ricorda che nessun integratore può sostituire uno stile di vita corretto e che il loro impiego dovrebbe essere giustificato da una reale necessità. Quando esiste una carenza documentata, l’integrazione rappresenta uno strumento utile e talvolta indispensabile; quando invece viene utilizzata senza una precisa indicazione rischia di trasformarsi in una risposta semplice a problemi che richiedono cambiamenti più profondi nelle abitudini quotidiane. L’estate ci offre però una  grande opportunità: quella di riscoprire la Dieta Mediterranea.

Una meta-analisi pubblicata sull’American Journal of Clinical Nutrition ha evidenziato che il consumo di pesce contribuisce significativamente al mantenimento di adeguati livelli di vitamina D. Le fonti più interessanti non sono necessariamente i pesci più costosi, ma spesso proprio quelli che appartengono alla tradizione mediterranea: sgombro, sardine, alici, sugarello, aringhe e altri pesci azzurri che per generazioni hanno rappresentato una risorsa preziosa per le comunità costiere.

C’è poi un elemento particolarmente affascinante. La vitamina D è liposolubile e il suo assorbimento migliora in presenza di grassi alimentari. Uno studio della Tufts University di Boston, pubblicato sul Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics, ha evidenziato che l’assunzione della vitamina D durante pasti contenenti grassi salutari può aumentarne l’assorbimento fino al 32%. Tradotto nel linguaggio della Dieta Mediterranea significa che un piatto di pesce azzurro condito con olio extravergine d’oliva rappresenta non soltanto una scelta gastronomica di qualità, ma anche una combinazione favorevole alla biodisponibilità della vitamina D. Persino quando il medico prescrive una supplementazione, assumerla durante un pasto contenente olio extravergine d’oliva può favorirne l’assorbimento.

Ancora una volta la scienza sembra confermare ciò che la cultura mediterranea conosce da secoli.

La salute nasce dall’equilibrio: più sole vissuto con prudenza, più attività fisica all’aria aperta, più pesce azzurro, più olio extravergine d’oliva, più frutta e verdura di stagione. 

Forse il vero insegnamento della cosiddetta “vitamina del sole” è proprio questo: la prevenzione non si costruisce inseguendo scorciatoie, pillole o promesse pubblicitarie, ma attraverso uno stile di vita capace di coniugare alimentazione, ambiente, movimento e convivialità. E la Dieta Mediterranea continua a rappresentare uno dei migliori esempi di questa armonia, con l’approsimarsi dell’estate. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Delegato confederale Coldiretti di Bari, precedentemente con lo stesso incarico a Reggio Emilia. Già direttore regionale della Coldiretti Campania, è attualmente presidente dell’Osservatorio Dieta Mediterranea e vicepresidente della “Federazione europea sulla sicurezza sanitaria e sicurezza animale”, con delega alla sicurezza alimentare. Membro dell'Accademia dei Georgofili e componente della Task Force della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori: Benessere e Nutrizione. È componente dell'Advisor Board della European Lifestyle Medicine Organization di Ginevra. Docente a contratto presso le università Parthenope e Federico II di Napoli. Giornalista pubblicista e accademico della Cucina italiana, nominato dal Presidente Sergio Mattarella Ufficiale della Repubblica.

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