Secondo i dati Istat, nel 2025 il 46,4% degli adulti era in eccesso di peso e l’11,6% era affetto da obesità. Sono dati importanti (il “re è nudo” da tempo), ma continuare ad esaminarli senza far seguire interventi concreti significa raccogliere l’acqua con il forcone, come si sta facendo. In Campania, la regione più giovane d’Italia, il 36,8% dei bambini e adolescenti tra il 3 e 17 anni è in sovrappeso o obeso, contro il 26% della media nazionale. Occorre partire dalla scuola, rendendo l’educazione alimentare materia curricolare come proposto ai ministeri dalla Lilt (Lega italiana per la lotta contro i tumori) e dall’Osservatorio Dieta Mediterranea. Le mense scolastiche devono essere coerenti con ciò che si insegna, coinvolgendo le famiglie, perché le abitudini crescono anche nelle cucine di casa. La prevenzione primaria deve diventare educazione comportamentale; utile a ridurre le malattie evitabili e reinvestire nella prevenzione. L’Obesity Day dovrebbe celebrare risultati e non buoni propositi
◆ L’analisi di VITO AMENDOLARA
► Abbiamo una legge sull’obesità, un nuovo Piano nazionale della prevenzione e il modello alimentare riconosciuto dall’Unesco come il Migliore al mondo, “la Dieta Mediterranea”. Cos’altro aspettiamo? È da questi strumenti che dobbiamo partire per cambiare rotta. Il Piano 2026–2031, approvato nel maggio scorso, apre una fase decisiva: tradurre gli obiettivi nazionali nella programmazione regionale e nella vita delle persone. L’Italia è stata il primo Paese al mondo a riconoscere con una legge l’obesità come malattia cronica, progressiva e recidivante, abbiamo anche due appuntamenti dedicati: la Giornata mondiale del 4 marzo e l’Obesity Day italiano del 10 ottobre; ma il primato legislativo e le giornate di sensibilizzazione acquistano valore quando modificano ciò che accade negli altri giorni dell’anno.
I dati Istat confermano la dimensione del problema: nel 2025 il 46,4% degli adulti era in eccesso di peso e l’11,6% era affetto da obesità. Sono dati importanti (il “re è nudo” da tempo), ma continuare ad esaminarli senza far seguire interventi concreti significa raccogliere l’acqua con il forcone, come si sta facendo. L’esempio eclatante ce lo da la Campania, laregione più giovane d’Italia. Secondo gli ultimi dati Istat (aprile 2026), il 36,8% dei bambini e adolescenti tra il 3 e 17 anni è in sovrappeso o obeso, contro il 26% della media nazionale. Questa e solo la punta dell’iceberg di questo male del secolo, definito dall’Oms: globesità. Servono obiettivi precisi, tempi, responsabilità e verifiche che non possono essere lasciate al caso, perché nei fatti significa non ottemperare a quanto previsto dall’articolo 32 della Costituzione che riconosce la salute come «fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività»: tutelarla significa garantire le cure e creare le condizioni per prevenire le malattie. Alla responsabilità delle istituzioni però deve accompagnarsi l’impegno del cittadino a proteggere, per quanto possibile, la propria salute: un dovere civico di consapevolezza verso sé stesso e la comunità.
Occorre partire dalla scuola, rendendo l’educazione alimentare materia curricolare come proposto ai ministeri dalla Lilt (Lega italiana per la lotta contro i tumori) e dall’Osservatorio Dieta Mediterranea, le mense scolastiche devono essere coerenti con ciò che si insegna, coinvolgendo le famiglie, perché le abitudini crescono anche nelle cucine di casa. Alle istituzioni spetta rendere praticabile la prevenzione primaria: servono controlli sulla pubblicità ingannevole e limiti al marketing di alimenti poco salutari rivolto ai minori perché rappresenta un target debole quindi condizionabile. Siamo seduti sullo scrigno della Dieta Mediterranea, ma non abbiamo il coraggio di aprirlo: è come se ci avessero rubato le chiavi. A sottrarcele contribuisce quella macchina dell’industria agroalimentare che, attraverso la pubblicità, ci convince di fare bene anche quando ci allontana da un’alimentazione equilibrata; recuperare quelle chiavi significa riprenderci la consapevolezza di ciò che mangiamo, senza lasciare che siano gli interessi commerciali a decidere per la nostra salute.
Il paradosso è evidente: ci fanno spendere per acquistare prodotti che, consumati abitualmente, possono favorire abitudini dannose e poi chiediamo alla sanità di affrontarne le conseguenze. Il consumo frequente di molti alimenti ultraprocessati, ricchi di zuccheri, sale e grassi, rientra in questo circuito, provocando costi umani ed economici per le famiglie e per la collettività. La prevenzione primaria deve diventare educazione comportamentale; utile a ridurre le malattie evitabili e liberare risorse da reinvestire nella prevenzione. Abbiamo la legge e il Piano: ora bisogna renderli concreti e operativi dotandoli di strumenti capaci di aiutare i cittadini ad essere protagonisti della propria salute. Solo così le “Giornate dell’Obesità” potranno celebrare risultati e non solo buoni propositi. Nei fatti la prevenzione primaria deve tradursi in comportamenti quotidiani, dando finalmente concretezza a una verità che già due secoli fa il filosofo Schopenhauer aveva espresso con straordinaria lucidità: «La salute non è tutto, ma senza salute tutto è niente».
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Fonti
Piano nazionale della prevenzione 2026–2031, approvazione del 21 maggio 2026
https://www.salute.gov.it/new/it/news-e-media/notizie/libera-al-nuovo-piano-nazionale-della-prevenzione-2026-2031-0/
Legge 3 ottobre 2025, n. 149
https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/10/09/25G00158/sg
ISTAT, Fattori di rischio per la salute, anno 2025 (dati nazionali e regionali)
ISTAT, Censimento e dinamica della popolazione, anno 2024
Delegato confederale Coldiretti di Bari, precedentemente con lo stesso incarico a Reggio Emilia. Già direttore regionale della Coldiretti Campania, è attualmente presidente dell’Osservatorio Dieta Mediterranea e vicepresidente della “Federazione europea sulla sicurezza sanitaria e sicurezza animale”, con delega alla sicurezza alimentare. Membro dell'Accademia dei Georgofili e componente della Task Force della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori: Benessere e Nutrizione. È componente dell'Advisor Board della European Lifestyle Medicine Organization di Ginevra. Docente a contratto presso le università Parthenope e Federico II di Napoli. Giornalista pubblicista e accademico della Cucina italiana, nominato dal Presidente Sergio Mattarella Ufficiale della Repubblica.
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