Figlio di floricolori e ligure di origine, ha insegnato Patologia vegetale all’Università di Torino, di cui è stato Pro-Rettore dopo aver presieduto per sedici anni la Facoltà di Agraria. Ha co-fondato il Centro di competenza “Agroinnova” dell’Ateneo torinese, di cui è stato presidente per ventitré anni fino al 2025. Nella sua ricerca, svolta con grande passione, entusiasmo e energia, a livello internazionale, ha toccato aspetti teorici e pratici, sempre sapendo combinare la ricerca di base con le applicazioni. Vero pioniere nel trasferimento tecnologico, nella divulgazione e nella comunicazione, aveva 88 anni e lascia una produzione scientifica che supera di gran lunga le mille pubblicazioni. Scomparso ieri a Ponderano, i funerali si svolgeranno domani a Campiglia Cervo alle ore 15
◆ Il ricordo di MARIA LODOVICA GULLINO e MASSIMO PUGLIESE
► Angelo Garibaldi, professore emerito di patologia vegetale all’Università di Torino ci ha lasciati il 9 luglio 2026. Nato nel 1938 a Cipressa (Imperia), figlio di floricoltori, ha dedicato la sua intera vita allo studio delle malattie delle piante e all’insegnamento. Preside della Facoltà di Agraria dal 1990 al 1996, Pro-Rettore, con il Rettore Rinaldo Bertolino dal 1996 al 2004, Presidente del Centro di Competenza Agroinnova, da lui co-fondato, dal 2002 al 2025, Angelo Garibaldi ha messo la sua intera carriera scientifica al servizio degli studenti e degli agricoltori. Nella sua lunghissima carriera ha formato centinaia di laureati, che hanno continuato a restare in contatto con lui con affetto, e ha risolto infiniti problemi concreti agli agricoltori che sentiva molto vicini, anche per la sua origine.
Nella sua ricerca, svolta con grande passione, entusiasmo e energia, sempre a livello internazionale, ha toccato aspetti teorici e pratici, sempre sapendo combinare la ricerca di base con le applicazioni. Vero pioniere nel trasferimento tecnologico, nella divulgazione e nella comunicazione, lascia una produzione scientifica che supera di gran lunga le mille pubblicazioni. Uno dei più grandi esperti di malattie delle piante ornamentali, ha segnalato centinaia di nuovi parassiti.
Ci saranno altre occasioni per un ricordo più approfondito. Oggi ci piace ricordarne i modi gentili, la signorilità, l’attenzione verso le persone, la tolleranza e pazienza, di cui ha saputo dare grande prova negli ultimi mesi. Che la terra gli sia lieve e si ricopra di quei fiori che lui ha amato, studiato, inoculato e curato. © RIPRODUZIONE RISERVATA
