In un contesto di progressivo spaesamento, le persone che si battono per il clima sono spesso trascurate e ignorate, nonostante i loro sforzi per sensibilizzare l’opinione pubblica e promuovere azioni concrete per affrontare le sfide ambientali. Promuovere la formazione e la riqualificazione dei lavoratori per adattarli alle nuove esigenze del mercato del lavoro, garantendo al contempo la tutela dei diritti, è essenziale. Come lo è la cooperazione tra pubblico e privato per stimolare la crescita economica e favorire la creazione di posti di lavoro di qualità. Le politiche fiscali e di incentivi devono essere orientate a sostenere le imprese che investono in sostenibilità e innovazione, premiando le buone pratiche e disincentivando comportamenti dannosi per l’ambiente e la società. Ma i partiti si guardano bene dal mandare in soffitta, dopo vent’anni, il “Porcellum”, per mantenere il potere
◆ L’intervento di ALESSIO LATTUCA
►È davvero singolare che in un Paese nel quale centinaia di migliaia di persone, si battono per la sostenibilità e per il clima, il ceto politico resti indifferente. Risulta al tempo stesso stravagante che – nonostante i numerosi eventi estremi – i partiti non sentano il dovere (e non percepiscano l’interesse) di affrontare il tema del dissesto idrogeologico e del riscaldamento climatico nel discorso politico e restino incautamente silenti. E, piuttosto che occuparsi di problemi così rilevanti ed impellenti, continuino a battibeccarsi sulle ragioni di chi perde e di chi vince, in definitiva su chi sia stato più abile nello sfruttare i gangli di una tremenda legge elettorale, qual e il Porcellum: pensata, esclusivamente, per mantenere il potere. Mentre sarebbe sensato e urgente affrontare il vero tema: come funziona apertamente un partito, come manutenere il potere, come rigenerare il Paese e con quale modello di sviluppo e, al riguardo, dare un vero significato alla parola progresso. Per scegliere, finalmente, come coniugare lo sviluppo economico e tecnologico con la complessità della realtà e come dotare il Paese di indispensabili strumenti, per la riconversione industriale e, soprattutto, per recuperare i danni causati dal malinteso senso di sviluppo causato dagli eccessi degli Animals Spirit alimentati dallo sfrenato liberismo, per la mancanza di paletti e di regole e in assenza di una legge sulla concorrenza.
In un contesto di spaesamento, le persone che si battono per il clima sono spesso trascurate e ignorate, nonostante i loro sforzi per sensibilizzare l’opinione pubblica e promuovere azioni concrete per affrontare le sfide ambientali. Mentre, sarebbe essenziale che la politica ascoltasse le voci di coloro che si preoccupano per il futuro del pianeta e agisca di conseguenza, adottando politiche sostenibili e impegnandosi per ridurre l’impatto ambientale delle attività umane. Giacché solo attraverso un impegno concreto e una vera collaborazione tra cittadini, movimenti e istituzioni sarà possibile affrontare efficacemente i problemi legati al cambiamento climatico e alla salvaguardia dell’ambiente. È stupefacente, infatti, che in un Paese così ricco di storia e di risorse, ci si accontenti di una classe dirigente che ignora completamente le vere necessità e le effettive preoccupazioni dei cittadini. Laddove dovrebbe svegliarsi e agire con responsabilità, alla ricerca di un futuro migliore per le comunità e per l’ambiente. Un contesto nel quale, sia fondamentale perseguire un modello di sviluppo sostenibile che tenga conto delle esigenze economiche, sociali e ambientali. Il che richiede una visione olistica che guardi al futuro con lungimiranza, bilanciando gli interessi delle generazioni attuali con quelli delle generazioni future. Tutti elementi che dovrebbero indurre a ripensare le politiche industriali al fine di favorire la transizione verso un’economia verde e circolare, investendo in innovazione, ricerca e sviluppo tecnologico.
Al riguardo è importante promuovere la formazione e la riqualificazione dei lavoratori per adattarli alle nuove esigenze del mercato del lavoro, garantendo al contempo la tutela dei diritti. La cooperazione tra pubblico e privato è essenziale per stimolare la crescita economica e favorire la creazione di posti di lavoro di qualità. Le politiche fiscali e di incentivi devono essere orientate a sostenere le imprese che investono in sostenibilità e innovazione, premiando le buone pratiche e disincentivando comportamenti dannosi per l’ambiente e la società. In definitiva, è fondamentale coinvolgere attivamente la società civile, le istituzioni e le imprese nel processo decisionale, garantendo la trasparenza e la partecipazione di tutti gli attori coinvolti. Solo attraverso un approccio collaborativo e inclusivo sarà possibile affrontare le sfide attuali e costruire un futuro migliore per tutti. Anche la riforma elettorale e l’importanza di garantire una rappresentanza equa e inclusiva avrebbero meritato una riflessione approfondita, considerando la complessità del sistema elettorale italiano. Sarebbe inoltre, fondamentale considerare la questione della partecipazione politica delle donne e dei giovani, con l’obiettivo di promuovere una maggiore inclusione e rappresentanza di queste categorie all’interno dei processi decisionali.
È presidente di Confimpresa Euromed e di Confidi per l’impresa, Imprenditore agrigentino, si batte da anni contro il rigassificatore, in buffer zone Unesco e il metanodotto in area archeologica: che definisce un “progetto folle”, a pochi passi dalla Valle dei Templi, a ridosso della casa di Luigi Pirandello in contrada Kaos.
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