Parte di una trilogia, Love è ambientato in un’estate nella quale i due protagonisti Tor e Marianne affrontano i turbamenti della ricerca sessuale e dell’amore. Lungo il cammino che porta alla risoluzione e all’affermazione di una volontà quando si parla di desiderio e bisogni, è necessario soffermarsi a dialogare con diverse prospettive che possano fare luce su una pluralità di visioni. Una città moderna come Oslo è lo sfondo ideale per una narrazione dal ritmo lento che segue placida l’evolvere degli eventi
◆ La recensione di GIULIA FAZIO
► Dopo la presentazione del film alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia nel 2024, l’opera dell’artista norvegese è stata proiettata per breve tempo nelle sale. Love è ora disponibile per la visione nel catalogo della piattaforma Mubi, per chi se lo fosse perso. Il film fa parte della trilogia di Dag Johan Haugerud, intitolata Sex Love Dreams, che intende indagare le relazioni e la complessità dei rapporti. Come già fece Eric Rohmer negli anni Sessanta, il metodo più efficace per parlare di sentimenti è il quieto dialogo tra individualità nella frenesia metropolitana. Se Rohmer nei suoi film si allontanava da Parigi alla volta della campagna, per Haugerud è sufficiente un traghetto da un’isola all’altra del sognante paesaggio norvegese.
Marianne (Andrea Bræin Hovig) è un’urologa sulla quarantina che non si è mai sposata e non ha avuto figli. La donna non desidera intraprendere una relazione che possa condurre al matrimonio; tuttavia, l’amica Heidi (Marte Engebrigtsen) la esorta alla conoscenza del suo amico Ole, un geologo divorziato, convinta che possa cambiare idea. Quando si imbarcano nel traghetto che le condurrà all’incontro organizzato da Heidi per presentarli, le due donne si imbattono in Tor (Tayo Cittadella Jacobsen), un infermiere trentenne che lavora con Marianne. In questo breve segmento, l’autore mostra le personalità di Tor e Hedi che, in diverso modo, influenzeranno Marianne nel comprendere cosa ricerca realmente in un rapporto. Al rientro dall’incontro voluto dall’amica, Marianne riprende il traghetto dove vi ritrova Tor. L’uomo le spiega che spesso gli capita di fare la tratta di andata e ritorno più volte durante la sera per incontrare uomini trovati sull’app Grindr. In una di quelle tratte, l’infermiere farà la conoscenza di Björn, uno psicologo non interessato ai meri rapporti sessuali che da subito appare tormentato e malinconico. La pellicola segue l’evoluzione delle conoscenze intraprese da Tor e Marianne, obbligati a confrontarsi con le esigenze dei legami affettivi.
