Per le sue grandi e non comuni doti d’interprete in “Alice non abita più qui” di Martin Scorsese — film-manifesto sulle donne che si riappropriano della propria identità e della propria libertà — ha ricevuto l’Oscar nel 1975, e lo spettacolo “Lo stesso giorno, il prossimo anno” le è valso il Tony Award. Negli anni ha collaborato con alcuni dei più importanti registi dell’epoca: Alain Resnais, Paul Schrader, Bob Rafelson, Paul Mazurski, Darren Aronofsky e Cristopher Nolan, per stare ad alcuni degli oltre 150 film da lei interpretati. Il direttore artistico dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, Alberto Barbera, che si svolgerà tra il 2 e 12 settembre 2026, nella motivazione del premio sottolinea che ci troviamo davanti a «un modello assoluto di autenticità interpretativa e di impegno civile nel mestiere dell’attrice»  


◆ L’articolo di ANNALISA ADAMO AYMONE

Ellen Burstyn riceverà il Leone alla carriera alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia; sotto il titolo, credit foto Adn-Kronos

È ufficiale. Il Leone d’oro alla carriera verrà consegnato all’attrice Ellen Burstyn. In occasione della proiezione Flesh Impact del cortometraggio di Maggie Gyllenhaal dedicato a Marilyn Monroe per il centenario della sua nascita, la Burstyn riceverà il prestigioso premio per le sue grandi e non comuni doti d’interprete. Alice non abita più qui di Martin Scorsese, film-manifesto sulle donne che si riappropriano della propria identità e della propria libertà, cui le valse l’Oscar, e lo spettacolo Lo stesso giorno, il prossimo anno per il quale ha ricevuto il Tony Award. Era il 1975 ma da allora tanti i riconoscimenti che hanno contraddistinto una carriera eccezionale, lunga sessant’anni, vissuta tra cinema, teatro e televisione. Si possono ricordare, tra i tanti, le sei candidature agli Emmy e cinque agli Oscar, tra cui quella come miglior attrice protagonista per L’esorcista (1973). Negli anni ha collaborato con alcuni dei più importanti registi dell’epoca: Alain Resnais in Providence, Paul Schrader in Hardcore, Bob Rafelson ne Il re dei giardini di Marvin, Paul Mazurski in Il mondo di Alex e Harry e Tonto, Darren Aronofsky in Requiem for a Dream e Cristopher Nolan in Interstellar, per non citare che alcuni degli oltre 150 film da lei interpretati. 

L’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, che si svolgerà tra il 2 e 12 settembre 2026, premia «la sua arte – come ha sottolineato il direttore artistico Alberto Barbera – capace di illuminare il dolore e la resilienza quotidiana con dignità, ironia e coraggio, restando un modello assoluto di autenticità interpretativa e di impegno civile nel mestiere dell’attrice». Infatti, se attualmente Ellen Burstyn ricopre la carica di co-presidente dell’Actors Studio insieme ad Al Pacino e Alec Baldwin incarnando una voce più che autorevole nel mondo dell’industria cinematografica, il suo impegno è sempre stato particolarmente forte nel movimento dei diritti civili in America. Mentre la notizia sta già facendo il giro del mondo e il più antico festival cinematografico scalda i motori per la prossima edizione, l’Italia continua a dibattere sulle nuove strade che il cinema deve prendere. Una nuova Agenzia per il Cinema e l’Audiovisivo, un ente indipendente sul modello del Cnc francese dotato di piena autonomia gestionale, finanziaria e decisionale è la proposta avanzata negli ultimi mesi dalla Segreteria del Pd Elly Schlein. Una proposta che non sembra dispiacere al governo e che in qualche misura era stata ventilata da più parti in tempi precedenti soprattutto dagli operatori del settore, non solo per il rilancio del cinema ma per la convinzione sempre più diffusa che si tratti di segmento della produzione culturale che ha regole, necessità, dinamiche e turbolenze così particolari da farne non solo un asset unico ma anche strategico. 

Ellen Burstyn al Toronto International Film Festival 2007

Le ultime polemiche sull’assegnazione dei fondi del tax credit ai film hanno messo in luce quanto ci sia bisogno di un’Agenzia per il Cinema e l’Audiovisivo, in un momento in cui è chiaro a tutti che il cinema è complesso. Se ideazione, progettazione, finanziamenti, produzione, distribuzione e circolazione dei film, mercato cinematografico, politiche nazionali ed europee, tecnologie e piattaforme, costituiscono un caleidoscopio di complicate attività da gestire per gli operatori, questo sistema richiede un’attenzione competente e analitica soprattutto nella parte pubblica. Tanto più se si pensa alle radicali trasformazioni che il nuovo modello di sviluppo delle piattaforme sta infliggendo al cinema, soprattutto a quello indipendente e autoriale. L’orizzonte al momento resta incerto, non perché come disse Wim Wenders «tutto ciò che conta nel cinema è inspiegabile», ma perché ciò che ancora il cinema rappresenta in questo nostro paese attende più coraggio e determinazione nel fare ciò che i francesi hanno già fatto dal 1946. Pertanto in attesa dell’Agenzia, che non si sa ‘se’ e ‘quando’ si realizzerà, l’Italia tutta si prepari al prossimo Festival di Venezia e all’arrivo della leggendaria Ellen Burstyn che ha già fatto sapere di essere molto contenta di tornare nella Serenissima. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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È stata dirigente degli Affari Generali, Istituzionali e Legali, dell’Archivio Storico, del Patrimonio e dei servizi Appalti e Contratti del Comune di Taranto, occupandosi di una delle più complesse macchine amministrative pubbliche nel periodo successivo al dissesto dell’ente, curandone altresì i rapporti istituzionali ed i rapporti interni. È stata successivamente vicepresidente di una delle più grandi aziende pubbliche di rifiuti ed altresì assessore agli Affari Generali, all’Ambiente e alla Legalità, alle Risorse umane dello stesso Comune di Taranto. Formatrice e docente, attualmente scrive per la testata nazionale “Italia Libera” di cultura, ambiente, politiche pubbliche e democrazia.

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