Gli ultrassessantacinquenni al 1° gennaio 2025 erano il 24,7% della popolazione italiana, contro il 22% dell’Unione europea; anziani e nonni non sono categorie coincidenti, ma questi numeri impongono di ripensare servizi e città. I nonni contribuiscono alle spese, accompagnano i nipoti e li accolgono mentre i genitori lavorano; il loro aiuto può rendere più sostenibile la scelta di costruire una famiglia e avere figli. Il contributo educativo è altrettanto prezioso: ascolto, pazienza e memoria possono aiutare i bambini a crescere, affiancando genitori ai quali il lavoro lascia spesso poco tempo. La longevità va auspicata, ma anche conquistata, con condizioni che rendano più agevole la vita dei nonni e ne sostengano salute, autonomia e partecipazione. Il lavoro intergenerazionale offre una grande opportunità: giovani e anziani possono condividere conoscenze e affrontare problemi comuni: le competenze digitali incontrano l’esperienza, le nuove idee trovano nella memoria strumenti per orientarsi


◆ L’analisi di VITO AMENDOLARA

► La Festa dei nonni del 2 ottobre è stata accompagnata da incontri, iniziative e momenti di allegria in tutta Italia, occasioni preziose che devono però lasciare spazio anche a una domanda: quale ruolo riconosciamo ai nonni nella società, oltre la celebrazione? La festa non può esaurirsi in un momento ludico, né servire a metterci in pace la coscienza; deve richiamare l’attenzione sulle condizioni che consentono loro di partecipare alla vita delle Comunità durante tutto l’anno. In Italia si stimano circa 12 milioni di nonne e nonni: un patrimonio di esperienza, capacità e disponibilità che non possiamo e non dobbiamo perdere. Il quadro demografico rende urgente questa attenzione: al 1° gennaio 2025 gli ultrasessantacinquenni rappresentavano il 24,7% della popolazione italiana, contro il 22% dell’Unione europea; anziani e nonni non sono categorie coincidenti, ma questi numeri impongono di ripensare servizi e città. L’Ocse, nella banca dati sulle famiglie aggiornata a gennaio 2026, evidenzia come la distanza tra orari scolastici e lavorativi e la carenza di servizi extrascolastici alimentino il bisogno di accudimento informale, che comprende l’assistenza gratuita di nonni, altri parenti, amici e vicini. Il sostegno familiare e i servizi pubblici devono dunque procedere insieme.

I nonni contribuiscono alle spese, accompagnano i nipoti e li accolgono mentre i genitori lavorano; il loro aiuto può rendere più sostenibile la scelta di costruire una famiglia e avere figli, ma questa disponibilità deve essere affiancata da servizi adeguati, tutelando anche il tempo, la salute e i progetti personali di chi la offre. Il contributo educativo è altrettanto prezioso: ascolto, pazienza e memoria possono aiutare i bambini a crescere, affiancando genitori ai quali il lavoro lascia spesso poco tempo. Anche cucinare insieme, conoscere gli alimenti e imparare a non sprecarli diventano occasioni per trasmettere consapevolezza e cura. L’ageismo, il pregiudizio che discrimina le persone in base all’età, tende a oscurare questo patrimonio. Considerare un anziano superato, incapace di imparare o privo di un ruolo significa negargli opportunità e voce nelle decisioni. L’età non cancella competenze, desideri e capacità di contribuire; se chiediamo ai nonni di sostenere le famiglie, dobbiamo riconoscerli anche come cittadini protagonisti della vita sociale.

L’invecchiamento attivo richiede politiche e strutture concrete, servono città a misura di nonni: trasporti accessibili, marciapiedi sicuri, panchine, verde e servizi raggiungibili, ma anche luoghi dove incontrarsi, svolgere attività culturali e motorie e partecipare, spazi condivisi con bambini e giovani possono favorire relazioni e progetti comuni. La longevità va auspicata, ma anche conquistata, creando condizioni che rendano più agevole la vita quotidiana dei nonni e ne sostengano salute, autonomia e partecipazione. In tale contesto, il lavoro intergenerazionale offre una grande opportunità; giovani e anziani possono condividere conoscenze e affrontare problemi comuni: le competenze digitali incontrano l’esperienza, le nuove idee trovano nella memoria strumenti per orientarsi. I nonni quindi possono così diventare protagonisti di un progresso che migliori la vita delle persone, dando una direzione a uno sviluppo altrimenti disordinato. Per l’Osservatorio Nazionale Dieta Mediterranea, questo incontro può tradursi anche in occasioni concrete di benessere: convivialità, movimento, educazione alimentare e relazioni che aiutino a prendersi cura di sé e degli altri.

Pensiamo ai nonni come cittadini attivi, con diritti, desideri e capacità. Le Rsa rispondono a bisogni assistenziali specifici; non possono diventare l’orizzonte con cui immaginiamo ogni vecchiaia. Dobbiamo creare, in definitiva, le condizioni affinché ciascuno possa continuare a vivere e contribuire al progresso della propria Comunità. Passata la festa, resta l’impegno di trasformare la gratitudine in politiche, strutture e spazi di partecipazione. L’esperienza e la disponibilità dei nonni sono una risorsa per far crescere le Comunità. Perderla sarebbe una responsabilità collettiva.

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Fonti dei dati

Stima del numero dei nonni: Il contributo economico dei nonni. https://uilpensionati.it/news/il-contributo-economico-dei-nonni/

Istat, Giornata mondiale della popolazione 2025. https://www.istat.it/infografiche/giornata-mondiale-della-popolazione-2025/

Eurostat, Population structure and ageing, dati al 1° gennaio 2025. https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Population_structure_and_ageing

OCSE, Family Database, PF3.3 Informal childcare arrangements, aggiornamento gennaio 2026. https://webfs.oecd.org/els-com/Family_Database/PF3-3-Informal-childcare-arrangements.pdf

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Delegato confederale Coldiretti di Bari, precedentemente con lo stesso incarico a Reggio Emilia. Già direttore regionale della Coldiretti Campania, è attualmente presidente dell’Osservatorio Dieta Mediterranea e vicepresidente della “Federazione europea sulla sicurezza sanitaria e sicurezza animale”, con delega alla sicurezza alimentare. Membro dell'Accademia dei Georgofili e componente della Task Force della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori: Benessere e Nutrizione. È componente dell'Advisor Board della European Lifestyle Medicine Organization di Ginevra. Docente a contratto presso le università Parthenope e Federico II di Napoli. Giornalista pubblicista e accademico della Cucina italiana, nominato dal Presidente Sergio Mattarella Ufficiale della Repubblica.

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