Un’arte dell’ingiustizia quella di Safaa che permette ai nostri cuori rotti di sperare ancora, attraverso la sua indomabile fiducia, che l’umanità non resti totalmente ghigliottinata sotto una lama fatta da un codice a barre. Sfollata più volte dopo il 7 ottobre 2023, dalla sua tenda Safaa Odah continua a disegnare, conducendo laboratori di fumetto per l’infanzia nei campi profughi. Una resistenza poetica, luminosa e spirituale capace di travalicare tutto l’orrore del mondo. Con la fumettista italiana Pat Carra hanno costruito, insieme, un ponte poetico e affettuoso, ridisegnando il mondo con le loro nuvole parlanti. E anche i loro fumetti a quattro mani arrivano nella città salentina presso il Convitto Palmieri dall’11 giugno al 12 settembre 2026 nella mostra da titolo “Al di là dal mare” con la collaborazione, tra gli altri, della poetessa Chandra Candiani

Cover della mostra di Lecce al Convitto Palmieri fino al 12 settembre 2026

◆ La recensione di ANNALISA ADAMO AYMONE

Se la fotografia e l’audiovisivo hanno raccontato in diretta al mondo intero uno dei genodici più efferati della storia dell’uomo, i disegni di Safaa Odah dalla sua tenda in Palestina stanno raccontando la tragedia al tempo stesso con vivida emozione e umorismo. Verrebbe da chiedersi, ma si può − quando ti hanno distrutto casa, città, famiglia e vita − raccontare con levità un orrore così grande? Terrori e tormenti si susseguono attraverso il tratto morbido, così che il suo diario diventa una lucida e coraggiosa testimonianza della speranza sotto le bombe, tra la fame e l’inferno più nero che ti ha strappato tutto. “Safa e la sua tenda. Diario di una fumettista da Gaza”, pubblicato da Fandango editore, ha ricevuto nel 2025 persino l’importante il Licaf Special Award (Lakes International Comic Art Festival), uno dei più importanti festival internazionali dedicati al fumetto nel Regno Unito, decretando ufficialmente il grande successo della fumettista − seguitissima sui social media − che pubblica su giornali arabi, tra cui Al-Araby Al-Jadeed, e in Italia sulla rivista Erbacce. «La tenda diventerà parte di noi, diventerà il simbolo di un’epoca. Nascerà − dice Safaa − una generazione che porterà la tenda nella sua memoria come noi portiamo la chiave delle nostra case distrutte». 

Safaa Odah nella tenda con i suoi fumetti

Un uomo a braccia conserte, le cui gambe sono diventate grandi e grosse radici nel terreno circostante, che sta per essere rimosso da una ruspa guidata da un figura nera e senza volto; una bambina che prende per mano la morte volante con tanto di falce dicendole “corri ho fame!”; una donna che cerca le persone care sotto strati di macerie mentre il sangue le esce come un fiume dal petto e il suo cuore che ha trapassato ogni strato di terra e cemento arrivando fino all’ultimo strato di un cumulo stratificato di rovine, resta collegato a lei dal lungo flutto di sangue; topi grandi e neri sono una volta coperta, un’altra materasso e un’altra il limite di un giaciglio di fortuna; una scala di fiori di mille colori che porta al cielo una donna rappresenta la triste perdita della famosa fumettista palestinese Mahansen Khatib, giovane collega di Safaa, morta sotto una raffica di bombardamenti israeliani; e poi non solo tanti cuori rotti così come tanti cuori risanati e tanti fiori perché a Safaa, malgrado la sofferenza, il cuore non si è indurito. 

Un’arte dell’ingiustizia quella di Safaa che permette ai nostri cuori rotti di sperare ancora, attraverso la sua indomabile fiducia, che l’umanità non resti totalmente ghigliottinata sotto una lama fatta da un codice a barre. Un ponte poetico e affettuoso si è creato tra Safaa Odah e Pat Carra (la nota fumettista italiana che vive a Milano) e ha ridisegnato il mondo con le loro nuvole parlanti. Ne sono nati diversi fumetti a quattro mani, che trasmettono tutta la rassicurante salvezza che si può trovare quando incontriamo un cuore che batte all’unisono con il nostro. Così arriva a Lecce una mostra su questi fumetti presso il Convitto Palmieri dall’11 giugno al 12 settembre 2026 da titolo “Al di là dal mare” con la collaborazione, tra gli altri, della poetessa Chandra Candiani che ne ha curato la presentazione. 

«Per me è stato stupefacente – racconta la Candiani – trovarmi a guardare e a leggere il libro di fumetti di Safaa, intessuto non solo di poesia ma anche di religiosità. Uso questa parola per non confonderla con ‘religione’ troppo univoca e convenzionale, ma nemmeno con la vaghezza, pure un po’ antipatica, della parola ‘spiritualità (…)». I fumetti di Safaa Odah legano − aggiunge Chandra Candiani − «legano sofferenza con sofferenza, persone con animali, donne con bambini e con se stesse, terra con cielo, razzi con aquiloni, vita con morte, compassione con cruda realtà di fatti atroci. Non esprimono mai odio, ma profondo dolore sì. Denunciano ogni abissale ferita, ogni atrocità inferta, senza mai un’accusa ma mettendo tutto allo scoperto. Sarà chi legge a sentire, proprio a sentire nel corpo, nel cuore, quanto male può ancora essere compiuto nel mondo, sul pianeta Terra, nel silenzio, nell’approvazione, nella menzogna di grandi quantità di cosiddetti esseri umani. Non tutti, per fortuna». Sfollata più volte dopo il 7 ottobre 2023, dalla sua tenda Safaa Odah continua a disegnare, conducendo laboratori di fumetto per l’infanzia nei campi profughi. Una resistenza poetica, luminosa e spirituale capace di travalicare tutto l’orrore del mondo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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È stata dirigente degli Affari Generali, Istituzionali e Legali, dell’Archivio Storico, del Patrimonio e dei servizi Appalti e Contratti del Comune di Taranto, occupandosi di una delle più complesse macchine amministrative pubbliche nel periodo successivo al dissesto dell’ente, curandone altresì i rapporti istituzionali ed i rapporti interni. È stata successivamente vicepresidente di una delle più grandi aziende pubbliche di rifiuti ed altresì assessore agli Affari Generali, all’Ambiente e alla Legalità, alle Risorse umane dello stesso Comune di Taranto. Formatrice e docente, attualmente scrive per la testata nazionale “Italia Libera” di cultura, ambiente, politiche pubbliche e democrazia.

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