Verso un nuovo governo. Ma chi dice che un superbanchiere è anche un superpolitico?

Per fare show, giornalisti fantasiosi ti citano Carlo Azeglio Ciampi che però era stato in Giustizia e Libertà, aveva ministri del calibro di Andreatta, Visco, Elia, Giugni, Spaventa, e non dovette governare con Berlusconi, Salvini e Meloni. L’avreste visto Ciampi con Gnazio La Russa?


L’editoriale di VITTORIO EMILIANI

¶¶¶ Vediamo quali sono i risultati oggettivi della crisi voluta con estrema decisione da Matteo Renzi. Il centrosinistra Pd-5 Stelle non c’è più. Zingaretti dà fiducia a Draghi, ma in astratto. I 5 Stelle un po’ la negano, un po’ si riservano, chissà, di accordarla. Berlusconi è disponibile, ma conta poco ormai. Salvini oscilla fra appoggio e astensione, Meloni dice un “no” abbastanza deciso. Ma è pensabile un governo Pd-Forza Italia-Lega coi 5 Stelle all’opposizione insieme a Fratelli d’Italia? Allora giornalisti fantasiosi – per settimane nemici di Conte in specie il gruppo un tempo Fiat (oggi insieme all’industria di Stato francese) e cioè Repubblica, Stampa, Secolo XIX, hanno auspicato la crisi. Salvo oggi ritrovarsi con un superbanchiere che di politica non ha mostrato di masticarne molta. Come a suo tempo Mario Monti il cui ricordo ci fa tutti rabbrividire. Allora ti citano Carlo Azeglio Ciampi che però era stato in Giustizia e Libertà, aveva ministri del calibro di Andreatta, Visco, Elia, Giugni, Spaventa, e non dovette governare con Berlusconi, Salvini e Meloni. Ma coi partiti del centrosinistra classico più alcuni ex Pci. Vogliamo scherzare? Ce lo vedete Ciampi con Gnazio La Russa?

Allora i soliti giornalisti fantasiosi, tanto per fare show, si mettono ad evocare i nomi di leghisti non salviniani che potrebbero entrare in un governo Draghi, per esempio Giorgetti, come leghista ragionevole, oppure un fratello d’Italia non pregiudizialmente ostile, oppure un 5 Stelle “governativo” (Di Maio?). E poi Renzi, certo, andato in Arabia non si sa a fare che mentre ribolliva la crisi di governo innescata da lui e certo facilitata dalle troppe inerzie del governo giallorosa o giallorosso (ma cosa ne penserebbero nel centro sportivo della Roma, a Trigoria, dove Fonseca e Dzeko stentano a fare la pace?). Renzi vince ma sulle macerie del governo Conte e del centrosinistra “possibile”… E poi?

Certo la maggioranza Pd-5 Stelle ha sottovalutato le impazienze e le irritazioni di un Paese flagellato da mille crisi, i corporativismi, le facili eccitazioni emotive. Ieri sera in Tv una delle più scatenate (tanto da essere tacitata a fatica da Barbara Palombelli) era l’onorevole Daniela Santanchè: che ricordiamo benissimo protagonista, su varie reti, di lacrimevoli invocazioni a favore de “i nostri ragazzi che non possono nemmeno frequentare le discoteche” l’estate scorsa. Col risultato che, in Sardegna e sul Continente, riaperte le stalle, pardon le discoteche, di terra e di mare, l’Italia perse quel primato di lotta al Covid che aveva detenuto. “I nostri poveri ragazzi…”. Gli stessi che ora affollano da dementi le piazze delle movida magari scazzottandosi pure. Povero Draghi, superMario, superBanchiere. Ma chi ha detto o scritto che un grande banchiere è in grado di reggere il governo di un Paese, per giunta in piena pendemia, senza una maggioranza politica seria? Una delle poche speranze è che Pd e 5 Stelle ricordino di essere stati insieme una forza di governo. Malgrado tutto.  © RIPRODUZIONE RISERVATA

____

Foto: sotto il titolo, Draghi all’uscita dal Quirinale [credit Fatto Quotidiano.it]; in alto, Mario Draghi con Carlo Azeglio Ciampi 

About Author

Vittorio Emiliani

Direttore onorario - È nato a Predappio in Romagna. Ha iniziato l’attività giornalistica a Voghera concorrendo con Alberto Arbasino e altri giovani pubblicisti a creare nel 1956 “Il Cittadino” e dirigendo, a Pavia, “Ateneo Pavese”. Collaboratore dal ’56 di “Comunità” di Adriano Olivetti, poi del “Mondo” di Mario Pannunzio e de “L’Espresso” di Arrigo Benedetti. Dal 1961 al 1974 ha lavorato al “Giorno” di Italo Pietra, redattore e poi inviato di economia e politica. È stato inviato speciale anche al “Messaggero” che ha poi diretto dall’80 all’87. Collabora a quotidiani e riviste. Ha all’attivo una trentina di libri, gli ultimi “Roma capitale malamata” (il Mulino) e “Raffaello tradito” (Edizioni Bordeaux). Autore di numerose inchieste tv prima dell’avvento dei craxiani. Membro del Consiglio d’amministrazione della Rai dal ’98 al 2002, di cui è stato anche presidente pro tempore per alcuni mesi. Collabora attivamente con Radio Radicale.