Primi passi e prime spine per Draghi: sottosegretari e lotta al Covid tra pericoli e trabocchetti

Oggi Consiglio dei ministri. Reso difficile dalla carenza di vaccini, lo sforzo di combattere e battere in tempi brevi la pandemia viene frustrato da comportamenti irresponsabili di massa nelle giornate festive. Clamorosa folla di tifosi affluiti fuori dallo Stadio di San Siro per il derby calcistico Milan-Inter. Le spiagge romane e laziali gremite di gente a stretto contatto e senza mascherina, come il lungomare di Napoli. Poi arrivano i provvedimenti restrittivi e tutti protestano contro la zona rossa. Con i sottosegretari in arrivo, Salvini vuole già rimettere le mani sul ministero dell’Interno


Il commento di VITTORIO EMILIANI

¶¶¶ È un governo difficile questo di Draghi, non è di soli tecnici, non è di soli politici. Molti giornalisti − la categoria appare sempre meno adeguata alla complessità dei problemi − se le cavavano facendo “colore” e con Mario Draghi di colore, giustamente, ce n’è poco. Il minimo indispensabile. Imparerà anche lui a colorare di più le tavole dei suoi discorsi? Per ora è così.  È un grande tecnico da misurare come politico sui fatti concreti. La sua situazione non è per niente facile. Coi ministri complessivamente se l’è cavata, anche se il Pd ha commesso la gaffe di non promuovere neppure una donna. Coi sottosegretari sarà una partita più complicata e insidiosa. Già Matteo Salvini ha proclamato che agli Interni vuole due dei suoi per controllare che riprenda la linea “morbida” sugli sbarchi o comunque sugli ingressi da Est. Del resto lui e Giorgia Meloni sono potenzialmente i soli a fruire dell’affondamento di Draghi e di elezioni anticipate. Almeno per ora e in teoria.

I pericoli e i trabocchetti sono molti. Lo sforzo, già reso difficile dalla carenza di vaccini, di combattere e battere in tempi brevi la pandemia viene frustrato da comportamenti  irresponsabili di massa nelle giornate festive. Caso clamoroso quello della folla di tifosi affluiti fuori dallo Stadio di San Siro per il derby calcistico Milan-Inter pur sapendo di non poter entrare. Le spiagge romane e laziali si presentavano gremite di gente a stretto contatto e senza mascherina, come il lungomare di Napoli. Poi, quando arrivano i provvedimenti restrittivi, tutti a protestare contro la zona rossa.

Qualche giornalista dà pure la colpa a infettivologi e virologi spesso dissonanti fra loro. Chi segue attentamente dibattiti e interviste televisive sa bene che gli scienziati o gli operatori ospedalieri più accreditati (da Galli a Crisanti, a Viola) hanno sempre invocato misure severe. Invano, a quel che si constata dolorosamente in queste ore nelle grandi città, nelle zone turistiche o del tempo libero. E continuano ad invocarle vedendo queste folle, di giovani soprattutto, che bevono, brindano, mangiano a stretto contatto, girano senza mascherina di sorta, si abbracciano. Attenti perché le nuove varianti del virus colpiscono più i giovani degli anziani o di noi vecchioni.

Oggi si riunisce il Consiglio dei ministri. Draghi conferma certe chiusure generali comunicate in tempo, ma, insieme ad un numero più alto di vaccini, torna a valorizzare quei medici di base la cui rete è stata disarticolata da Maroni in Lombardia e indebolita seriamente quanto stupidamente in altre regioni. Come ha ben scritto su queste pagine Sauro Turroni per i tecnici delle infrastrutture, va ricostruita la rete di base sanitaria rivalutando come dovuto le competenze. ♦ © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Foto: in alto, folla di tifosi per il Derby Milan-Inter ieri fuori dallo Stadio di San Siro; in basso, giovani al bar nel week end

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Vittorio Emiliani

Direttore onorario - È nato a Predappio in Romagna. Ha iniziato l’attività giornalistica a Voghera concorrendo con Alberto Arbasino e altri giovani pubblicisti a creare nel 1956 “Il Cittadino” e dirigendo, a Pavia, “Ateneo Pavese”. Collaboratore dal ’56 di “Comunità” di Adriano Olivetti, poi del “Mondo” di Mario Pannunzio e de “L’Espresso” di Arrigo Benedetti. Dal 1961 al 1974 ha lavorato al “Giorno” di Italo Pietra, redattore e poi inviato di economia e politica. È stato inviato speciale anche al “Messaggero” che ha poi diretto dall’80 all’87. Collabora a quotidiani e riviste. Ha all’attivo una trentina di libri, gli ultimi “Roma capitale malamata” (il Mulino) e “Raffaello tradito” (Edizioni Bordeaux). Autore di numerose inchieste tv prima dell’avvento dei craxiani. Membro del Consiglio d’amministrazione della Rai dal ’98 al 2002, di cui è stato anche presidente pro tempore per alcuni mesi. Collabora attivamente con Radio Radicale.