Parchi d’Abruzzo a doppio binario: al Velino Sirente si taglia, la Maiella si allarga

La vocazione verde in questi mesi è fortemente minacciata al Velino Sirente. È il parco-cerniera dell’Italia centrale, una delle quattro aree protette dell’Abruzzo. Qui si prepara l’assalto dei cacciatori e dei cementificatori con un taglio di 8 mila ettari annunciato dal vice presidente della Lega Emanuele Imprudente. Al parco Majella la giunta di Sulmona ha approvato la proposta di allargare i confini della riserva presentata per creare un corridoio faunistico per l’orso bruno marsicano. Chi la spunterà?


di Lilli Mandara, da Pescara

¶¶¶ Sarà probabilmente un orso a salvare Sulmona dalla centrale Snam e dal gasdotto, e sarà sempre un orso ad allargare il confine del parco Nazionale della Maiella. E grazie a lui l’Abruzzo, regione verde d’Europa, forse riuscirà a mantenere intatto quel titolo conquistato anni fa, nonostante la foga distruttrice della Lega al governo della Regione che ha annunciato tagli e spalancato le porte a doppiette e cemento. Succede in Abruzzo dove da una parte si ritagliano i confini di un parco e a pochi chilometri, in un’altra area verde, i confini vengono allargati inglobando pezzi di territorio grazie all’impegno di un pugno di ambientalisti ai quali sta a cuore la tutela dell’orso e anche la salute dei cittadini. Ma bisogna fare i dovuti scongiuri perché per il via libera definitivo mancano ancora alcuni passaggi fondamentali.

Una regione a doppio binario, la cui vocazione verde in questi mesi è fortemente minacciata al Velino Sirente. È il parco-cerniera dell’Italia centrale, una delle quattro aree protette dell’Abruzzo, e qui si prepara l’assalto dei cacciatori e dei cementificatori con un taglio di 8 mila ettari annunciato dal vice presidente della Lega Emanuele Imprudente. Un taglio che mette a rischio i siti di riproduzione dell’aquila reale, del gufo reale, del falco pellegrino e dell’orso bruno, seguendo un percorso a zig zag che escluderà dai confini del parco tanti siti naturalistici come le gole di San Venanzio (che rimarranno un po’ dentro e un po’ fuori) e lo stesso fiume Aterno, che a causa del taglio leghista entrerà e uscirà dal Velino Sirente decine di volte.

Lui, Imprudente, l’ha spiegata così: «Da tempo la legge che regola il funzionamento del parco aveva bisogno di una revisione e di un adeguamento della governance e soprattutto di superare la fase del commissariamento che dura dal 2015». Di fatto però sempre di taglio si tratta, un taglio che fa felice chiunque voglia aprire alla caccia e al cemento. Per la verità lo stesso taglio era stato tentato anni fa anche dal centrosinistra che aveva progettato nel cuore del parco tre nuovi impianti di risalita e sette piste da sci. Solo la massiccia mobilitazione di intellettuali e scrittori come Dacia Maraini e Donatella Di Pietrantonio, che hanno organizzato sit-in di protesta e raccolto quasi centomila firme, è riuscita finora a rallentare l’iter di approvazione.

Al parco Majella invece tutta un’altra musica: la giunta di Sulmona ha approvato la proposta di allargamento dei confini della riserva presentata dall’associazione “Orsa Pro natura Peligna” ai Comuni di Pacentro, Pettorano, Cansano e alla stessa città di Ovidio, per creare un corridoio faunistico per l’orso bruno marsicano. «In quell’area nel corso del 2019, soprattutto nel periodo compreso tra giugno e settembre, sono stati avvistati 5 esemplari, di cui tre  femmine con cuccioli che utilizzano gli alberi da frutto e gli arbusti ricchi di bacche per alimentarsi e accumulare le energie indispensabili per superare i mesi invernali», spiega la presidente dell’associazione Clotilde Iavarone. Ma non solo: «Nel parco c’è il gatto selvatico e nella fauna acquatica il gambero di fiume e il tritone crestato italiano, questi ultimi tutelati da direttive Ue. E poi siti archeologici, chiese rupestri, il parco archeologico Ocriticum a pochi chilometri da Cansano».

Insomma, tantissimi buoni motivi per chiedere l’ampliamento del parco e istituire una zona di protezione “C”, che è una di quelle senza vincoli troppo stretti e che consentirà comunque anche attività e ristrutturazioni degli immobili. E soprattutto riuscirà a bloccare la Centrale di compressione e spinta di gas metano. «Una volta che tutti i Comuni avranno adottato le delibere di ampliamento, il Parco potrà chiedere di fermare la Centrale Snam», spera Clotilde Iavarone.

E al parco Velino-Sirente? Lì la riperimetrazione col taglio di ottomila ettari è in attesa del via libera del Consiglio regionale che dovrà fare i conti con l’opposizione degli ambientalisti, nonostante l’accordo inconfessato tra centrodestra e centrosinistra, che si spiega in un solo modo: i cacciatori portano voti.  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Foto: sotto il titolo, Parco della Majella; al centro, parco del Velino Sirente; in basso, orso bruno marsicano

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Lilli Mandara

Ha lavorato nella redazione abruzzese del “Messaggero” dal 1984 al 2014. Ha seguito per il quotidiano di Roma molte vicende dell’attualità italiana. Dal 2015 è direttore responsabile del blog “Maperò”, testata giornalistica che si occupa in Abruzzo di politica, cultura e cronaca. Collabora col “Fatto quotidiano” e con “Donne Chiesa Mondo”, il mensile dell’“Osservatore Romano”.