Nuovo Tennis Paradiso: dopo la traversata nel deserto l’Italia torna giovane

Emblema della nuova primavera azzurra è Jannik Sinner, talento classe 2001 che autorizza le previsioni più spericolate. Nel 2020 ci stupimmo nel vederlo ai quarti nel suo primo approccio con il Roland Garros, fermato solo (non senza difficoltà) da Nadal. In autunno, la sfida per l’“insalatiera mondiale” della Coppa Davis 2020. Rinviata causa Covid, si giocherà dal 22 al 28 novembre prossimi. Convocazione possibile anche per Lorenzo Musetti, classe 2002, al momento il giocatore più giovane al mondo in Top 100. Ce la faremo a riannodare sentimentalmente il filo con i fasti degli anni Settanta, dopo 45 anni?


L’analisi di MARCO FILACCHIONE

¶¶¶ La traversata nel deserto, come da canone biblico, è durata circa quarant’anni, ma finalmente ci siamo: il tennis italiano sembra avviato a rivivere la gloria dell’era Panatta, spenta appunto a inizio anni Ottanta con il tramonto del campione. Anzi, le premesse sono addirittura migliori, certificate dai numeri: a inizio aprile, per la prima volta nella storia, la classifica ATP ha visto 10 azzurri in Top 100. A Berrettini, numero 10, e Fognini, numero 18, si è aggiunta la prepotente ascesa del gioiello Sinner, che dopo il secondo posto del Master 1000 di Miami è diventato il 23° al mondo, a soli 19 anni. Gli altri sono Sonego (34), Travaglia (69), Caruso (87), Musetti (90), Mager (91), Cecchinato (93) e Seppi (96). Solo Spagna e Francia sono più rappresentate in Top 100, con 11 atleti, mentre gli Stati Uniti ci affiancano a quota 10. 

Emblema della nuova primavera azzurra è proprio Jannik Sinner, talento classe 2001 che autorizza le previsioni più spericolate. Nel 2020 ci stupimmo nel vederlo ai quarti nel suo primo approccio con il Roland Garros, fermato solo (non senza difficoltà) da Nadal, cioè da un marziano avviato a vincere a Parigi per la tredicesima volta. Altoatesino di San Candido, a 13 anni Sinner si è trasferito a Bordighera, alla scuola del “mago” Riccardo Piatti. Ha strapazzato per qualche tempo i pari età in campo mondiale, prima di essere lanciato in orbita, non ancora diciassettenne. In bacheca ha già due tornei ATP (Sofia e Melbourne) e in agenda un paio di missioni che con lui sono tornate possibili: vincere gli Internazionali d’Italia e uno dei quattro tornei del grande Slam. In entrambi i casi, l’ultimo italiano ad esserci riuscito è Adriano Panatta, in quella formidabile primavera del 1976, che lo vide in trionfo prima a Roma e poi, qualche settimana dopo, a Parigi. Da allora nulla, neanche una finale. 

Sinner a parte, la fine del lunghissimo periodo buio, rischiarato a tratti dalle imprese femminili (vedi la Schiavone prima a Parigi nel 2010), è stata annunciata negli ultimi tempi da alcuni indizi rivelatori, come la semifinale di Parigi raggiunta da Cecchinato nel 2018 e la vittoria di Fognini nel 2019 a Montecarlo, in uno dei nove tornei che, come gli Internazionali d’Italia, fanno parte del circuito Masters 1000, la cerchia immediatamente sottostante ai quattro Slam.

Nello stesso 2019, Berrettini coronava una splendida ascesa ai vertici mondiali sedendosi al tavolo dei grandi, cioè guadagnandosi, in qualità di numero 8 nel ranking mondiale, la partecipazione alle ATP Finals. Un onore che il tennis italiano aveva conquistato solo nel 1975 con Panatta e nel 1978 con Barazzutti. E nel 2020 si è unito al coro anche Rodolfo Sonego, capace di vincere a Vienna battendo in finale nientemeno che Djokovic. Tutti da vivere, quindi, i prossimi mesi, con alcuni traguardi particolarmente stimolanti. Degli Internazionali d’Italia, al via tra un mese, si è detto. Tra obiettivo e sogno anche la nuova partecipazione di un azzurro all’ATP Finals del prossimo novembre, che da quest’anno (e per cinque anni) si terranno nella grande area coperta del Pala Alpitour di Torino. Berrettini e lo stesso Sinner potrebbero anche farcela.

Ma per riannodare sentimentalmente il filo con i fasti degli anni Settanta, basterebbe un’impresa in Coppa Davis, la cui edizione 2020, rinviata causa Covid, si giocherà dal 22 al 28 novembre prossimi. La vittoria di Panatta, Barazzutti, Bertolucci e Zugarelli nel Cile di Pinochet, anno 1976, è nella storia del nostro sport, per il trofeo e per ciò che significò in quel momento. Da allora abbiamo conquistato una finale nel 1998 e vissuto pagine desolanti, come la retrocessione nel Gruppo II (in pratica, la serie C) nel 2003. 

Filippo Volandri, neo capitano non giocatore azzurro, ha già dichiarato di contare sulla leadership e sull’esperienza di Fognini, nonché sul potenziale di Sinner, Berrettini e Sonego. Convocazione possibile anche per Lorenzo Musetti, classe 2002, al momento il giocatore più giovane al mondo in Top 100. Riportare in Italia l’insalatiera a 45 anni di distanza sarà molto difficile, ma non più impossibile. ♦ © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Foto: sotto il titolo, Jannik Sinner; in alto, in senso orario Marco Cecchinato, Matteo Berrettini, Fabio Fognini, Lorenzo Sonego, Andreas Seppi, Gianluca Mager, Stefano Travaglia, Lorenzo Musetti, Andrea Caruso; in basso, Matteo Berrettini in azione

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Marco Filacchione

Marco Filacchione, romano, ha esplorato ogni periodicità del giornalismo scritto, lavorando per mensili, settimanali, quotidiani e agenzie di stampa. Ha cominciato negli anni Ottanta con “Il Messaggero”, poi ha seguito da inviato per anni Giro d’Italia, Tour de France e classiche del Nord per il mensile “Bicisport”. In seguito si è occupato di calcio con il mensile “Newsport” e ha fatto parte della redazione del “Corriere dello Sport”, di cui è tutt'ora collaboratore. È autore di una decina di volumi di carattere sportivo.