Lotta al Covid e obbligo vaccinale: gli interrogativi e i dubbi dei giuristi 

Si può imporre la vaccinazione coatta a chi esercita professioni sanitarie? E ci può essere consenso in una imposizione legale? L’Osservatorio sulla legalità costituzionale di “Generazioni Future” avvia il dibattito pubblico in vista della conversione in legge del decreto firmato il primo aprile dal presidente del Consiglio Mario Draghi su un trattamento medico sperimentale


¶¶ Roma, 14.4.2021 (Red) − Quanto è compatibile con la Costituzione italiana la vaccinazione anticovid obbligatoria per alcune figure professionali? A chiederselo è l’Osservatorio Permanente della legalità costituzionale di Generazioni Future, Società cooperativa di Mutuo soccorso “Stefano Rodotà”, presieduta dal professor Ugo Mattei. La domanda è riferita al decreto legge n. 44/21 firmato dal presidente del Consiglio Mario Draghi l’1 aprile. Ad oggi, l’Italia è l’unico Stato in Europa ad aver adottato una simile misura.

L’Osservatorio, diretto da Alberto Lucarelli, docente ordinario di Diritto costituzionale all’Università di Napoli, solleva, in particolare, quattro dubbi di incostituzionalità del decreto:

1) L’ obbligo appare incostituzionale in quanto irragionevole (art. 3 Cost.), poiché richiede di dare il consenso a un trattamento sanitario obbligatorio: delle due l’una, o è obbligatorio o è volontario; 2) allo stesso modo non appare ragionevole che la violazione di un obbligo comporti la perdita della retribuzione, andando quindi ad intaccare il diritto al lavoro (principio lavorista) su cui si fonda la Repubblica; 3) questo vaccino non pare avere i presupposti giuridici per essere reso legittimamente obbligatorio, perché è un trattamento medico sperimentale, privo, al momento, di una capacità significativa (certa o prossima alla certezza) di essere efficace sia nei confronti di chi lo riceve sia nei confronti delle persone con cui il vaccinato entra in contatto; 4) restano dubbi sull’obbligo introdotto mediante decreto legge quando la Costituzione prevederebbe una stretta riserva di legge.

All’Osservatorio di Generazione Future hanno partecipato Fabrizio Arossa (avvocato del Foro di Roma), Marina Calamo Specchia (ordinario di Diritto costituzionale comparato Università di Bari), Pasquale De Sena (ordinario di Diritto internazionale Università cattolica di Milano), Alessandra Devetag (avvocata del Foro di Trieste), Sergio Foa (ordinario di Diritto amministrativo, Università di Torino), Ugo Mattei (ordinario di Diritto civile, Università di Torino), Piergiuseppe Monateri (ordinario di Diritto privato comparato, Università di Torino), Luca Nivarra (ordinario di Diritto civile, Università di Palermo), Fiammetta Salmoni (ordinario di Diritto costituzionale comparato, Università Marconi, Roma), Alessandra Camaiani (avvocata del Foro di Prato). 

Nelle loro valutazioni, i dieci giuristi dell’Osservatorio danno voce anche ai motivi per cui un soggetto potrebbe scegliere in questa fase di non sottoporsi al vaccino (paura, non necessariamente irragionevole, circa possibili rischi; attesa di più completa sperimentazione; sfiducia nelle multinazionali che traggono profitti; opacità dei contratti di approvvigionamento; intime convinzioni e motivi religiosi). E contestano l’ordine sanzionatorio introdotto dal decreto legge, che avvantaggia in modo illogico i dipendenti dei grandi datori su quelli dei piccoli operatori del comparto sanitario, discriminandoli. Si domandano, soprattutto, se l’atto avente forza di legge, dotato di instabilità fino all’approvazione del Parlamento, possa essere uno strumento corretto per l’imposizione di un trattamento sanitario coatto. 

L’obiettivo di questo lavoro − sottolineano i promotori − è di alzare il livello del dibattito pubblico e della consapevolezza civica sui problemi relativi alla legislazione inerente alla questione vaccinale e pandemica, e agli strumenti più adeguati a fronteggiarla. Chi è interessato ad approfondire le questioni giuridiche sollevate dall’Osservatorio sulla legalità costituzionale può scaricare l’intero documento a questo link:

https://generazionifuture.org/vaccinazione-coatta-ed-esercenti-professioni-sanitarie-quale-libero-consenso-entro-limposizione-legale/

Resta da capire cosa deciderà il Parlamento in fase di conversione del decreto, ma il dibattito sui nodi sollevati promette ulteriori sviluppi, non solo giuridici. ♦ © RIPRODUZIONE RISERVATA

About Author

redazione

Giornale digitale di informazione e partecipazione attiva