L’istituzione si fa simbolo: Mattarella in fila, Meghan ed Harry “ribelli”, Elisabetta II “rattristata”

Proviamo a mettere una a fianco all’altra le due foto di oggi: Mattarella con altri anziani come lui siede allo Spallanzani, la mascherina lascia intuire un volto disteso e consapevole, intorno infermieri e medici nel loro quotidiano lavoro; Meghan ed Harry, lei con la solita manina sulla pancia, seduti di fronte alla dea dei talk americani Oprah Winfrey a confessare le loro principesche infelicità tra eleganti frasche di una villa californiana: un modo furbesco per tirare a campare. Anche noi abbiamo la nostra piccola Oprah Winfrey: è Barbara D’Urso. Ma lei intervista Zingaretti…


Colpo di tacco a spillo di DANIELA TAGLIAFICO

¶¶¶ L’immagine simbolo di un Presidente della Repubblica che con autorevolezza e umiltà si mette in fila per il vaccino, l’immagine simbolo di una Monarchia, quella inglese, terremotata da due enfants gatés, duchi del Sussex. Due flash che nello stesso giorno occupano giornali, siti e tv.

Il paragone è azzardato. Ma proviamo a mettere una a fianco all’altra le due foto: Mattarella che con altri anziani come lui siede allo Spallanzani, la mascherina che lascia intuire un volto disteso e consapevole, intorno infermieri e medici nel loro quotidiano lavoro; Meghan ed Harry, lei con la solita manina sulla pancia, seduti di fronte alla dea dei talk americani Oprah Winfrey a confessare le loro principesche infelicità.

Il nostro Presidente che con un semplice gesto di attesa ha saputo dare agli italiani la rappresentazione più nobile della Repubblica. Del popolo, col popolo.

Due transfughi reali che accusano la monarchia più granitica del mondo di razzismo e cinismo, spacciandosi per una normale famigliola con prole, in cui tutti possono identificarsi.

Cosa hanno in comune queste due immagini?

Il modo in cui l’istituzione si fa simbolo, si cala nella realtà e dunque passa dalla forma al contenuto.

I due ribelli reali non devono governare, per fortuna loro e degli inglesi. Dunque possono fare quello che vogliono − direte voi. Ma devono campare: non è vero che hanno preso un cachet dai 7 ai 9 milioni di dollari. Quella è la cifra pagata dalla Cbs alla società di Winfrey per i diritti e la trasmissione dell’intervista in giro per il mondo. Tuttavia, dopo lo strappo con la Ditta, i ragazzi non sono più mantenuti dalla Corona e il contratto con Netflix come produttori non basta.

Certo è che se volevano rafforzare l’immagine di vittime di una corte cinica e bara e, orrore orrore, perfino razzista − una battuta sul colore della faccia del piccolo Archie è stata più feroce delle accuse di secoli di colonialismo inglese − e volevano lanciare una bomba dritta su Buckingam Palace ci sono riusciti. Persino il povero Boris Johnson, alle prese con ben altri problemi, è rimasto basito.

La polemica varca l’Oceano: la Casa Bianca e Hollywood si schierano con Meghan, i repubblicani e la destra la vorrebbero bruciare come eretica.

Ci sono molti modi per dimostrare di stare dalla parte di quella che noi giornalisti ci ostiniamo a chiamare “la gente comune” (tradendo così immediatamente la nostra altezzosità). Non tutti riescono bene. 

Quello della coppietta filmata tra le eleganti frasche di una villa californiana, lei provocatoriamente in Armani nero (il nero a corte si indossa solo col lutto), un semplice braccialetto di diamanti appartenuto, pare, a Diana, la faccina dolente, lui disinvolto senza cravatta, sguardo amorevole, un leggero principio di pancetta che gli fa tirare un bottone, sembra una soap, anzi una faccenda personale. Un modo furbesco per tirare a campare, facendo una vita reale senza i titoli.

Bisogna credere nelle istituzioni per rappresentarle al meglio. Lasciamolo fare al Presidente Mattarella, lasciamolo fare alla Regina Elisabetta.

P.S. Anche noi abbiamo la nostra piccola Oprah Winfrey: è Barbara D’Urso. Ma lei intervista Zingaretti… ♦ © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Foto: sotto il titolo, Elisabetta II [credit Robert George / Sipa / Ipa]; in alto, il Presidente Sergio Mattarella in fila per vaccinarsi all’Ospedale Spallanzani di Roma; al centro, fotogramma dall’intervista con Oprah Winfrey per la Cbs di Meghan Markle e il principe Harry (Duchi del Sussex); in basso, selfie di Barbara D’Urso con Nicola Zingaretti (per Canale 5)

About Author

Daniela Tagliafico

Laureata a Torino in Scienze Politiche, allieva di Norberto Bobbio e Luigi Firpo, è giornalista dal 1982. Ha lavorato molti anni con Enzo Biagi, collaborando con lui alle trasmissioni su Raiuno. Si è occupata di politica estera e interna nella redazione del Tg1, introducendo per la prima volta il “colore” nei servizi politici, in una stagione televisiva ancora molto paludata e tradizionalista. Del Tg1 è stata per molti anni vicedirettrice. Si è dimessa nel 2004 per protesta contro la mancanza di pluralismo e l’invadenza del governo sulla linea editoriale. Nel maggio 2006, con l’elezione di Giorgio Napolitano a Presidente della Repubblica, ha assunto l’incarico di direttrice di Rai Quirinale. Un’esperienza privilegiata che le ha permesso di maturare attenzione e sensibilità istituzionale. Il Presidente della Repubblica le ha conferito l’onorificenza prima di “Cavaliere” poi di “Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana”.