La prorettrice Barbato: «Semplificare i processi formativi, dare accesso alle professioni»

Da luglio 2020, solo la laurea magistrale in medicina e chirurgia è già abilitante. Presto lo saranno anche le lauree a ciclo unico in odontoiatria e protesi dentaria, in farmacia, medicina veterinaria e psicologia. In base al disegno di legge del governo, a partire dal 2022 l’esame finale assorbirà l’esame di abilitazione anche nei corsi di laurea in professioni tecniche per l’edilizia e il territorio, in tecniche agrarie, alimentari e forestali, in tecniche industriali e dell’informazione. La prorettrice della Sapienza di Roma Ersilia Barbato a Italia Libera: «La linea tracciata è espressione di un nuovo approccio al mondo del lavoro, un considerevole progresso per il nostro Paese»


L’intervista di ANNA MARIA SERSALE

I LAUREATI ITALIANI sono pochi, ma questo non si traduce in un vantaggio. Rispetto ad altri Paesi dell’Ue arrivano tardi sul mercato del lavoro e spesso non riescono a soddisfare le esigenze delle imprese perché sono “disallineati” rispetto ai profili richiesti. Ma le nostre università stanno attuando profondi cambiamenti. E ora, con il piano di ripresa del Paese, si prevedono novità: alcune lauree avranno valore abilitante e il passaggio al mondo del lavoro sarà diretto. Ne abbiamo parlato con la professoressa Ersilia Barbato, prorettrice della Sapienza con delega alla didattica, che chiarisce gli aspetti tecnici e normativi.

Professoressa Barbato, le lauree magistrali in veterinaria, odontoiatria, farmacia e psicologia saranno abilitanti. Da quando sarà operativo il provvedimento? Per medicina è già in vigore?  

«Tra gli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, il cui testo è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il 24 aprile scorso, c’è la previsione della laurea abilitante in sostituzione dell’esame di stato per alcune categorie professionali. Ad oggi, da luglio 2020, solo la laurea magistrale in medicina e chirurgia è già abilitante. Confermo, quindi, che il progetto di legge prevedrà che i titoli di laurea conseguiti nei corsi di laurea magistrali a ciclo unico in odontoiatria e protesi dentaria, in farmacia, in medicina veterinaria e in psicologia saranno abilitanti. L’esame finale, integrato da un tirocinio svolto durante gli anni universitari, diventerà “abilitante” alla professione e, di fatto, assorbirà l’esame di abilitazione. Ai suddetti corsi di studio, tutti di ambito sanitario, andranno ad aggiungersi i corsi di laurea professionalizzanti in professioni tecniche per l’edilizia e il territorio, in professioni tecniche agrarie, alimentari e forestali e in professioni tecniche industriali e dell’informazione. Per quanto riguarda l’entrata in vigore delle nuove norme, le dichiarazioni della ministra dell’Università e della ricerca lasciano sperare in una applicabilità già a partire dal 2022, attesa la conclusione del relativo disegno di legge entro l’anno, con un forte e unanime impegno del governo».

Al ritorno dalla festa di laurea

− Con le lauree abilitanti ci saranno vantaggi, i giovani risparmieranno circa due anni e potranno entrare più velocemente nel mondo del lavoro. Ma sarà sufficiente il tirocinio pratico-valutativo durante il percorso di studi a sostituire quanto viene soppresso, ossia l’esame di Stato e il tirocinio vecchia maniera?

«Con il conseguimento della laurea abilitante il laureato ha modo di essere inserito immediatamente nel mondo del lavoro, per le tempistiche assolutamente favorevoli ed ampiamente anticipate. Ad oggi, ad esempio, il laureato in odontoiatria e protesi dentaria può sostenere l’esame di abilitazione per l’esercizio della professione solo in due momenti dell’anno ‒ a giugno e a novembre ‒ dettati da indicazioni ministeriali, con un ritardo per i laureati di inserirsi nel mondo del lavoro. Anche per il laureato in medicina le tempistiche sono ora ampiamente favorevoli. In passato il disallineamento tra conseguimento del titolo di laurea e l’esame di abilitazione ha comportato un ritardo anche di un anno e più per la partecipazione al concorso di ammissione alle scuole di specializzazione. Aggiungo che con il disegno di legge, il tirocinio pratico-valutativo sarà svolto all’interno dei corsi di laurea, che garantiranno l’acquisizione di un congruo numero di crediti e di competenze qualificate. Ad ulteriore garanzia di una formazione a tutto tondo dei giovani professionisti, verranno modificate le modalità di sostenimento dell’esame finale, che prevederà lo svolgimento di una prova pratica valutativa. Inoltre la composizione della relativa commissione sarà integrata con rappresentanti dello specifico ordine. Credo fortemente nella capacità formativa degli atenei italiani e guardo, quindi, con fiducia a questa riforma, certa degli ottimi risultati che potrà produrre, anche e soprattutto in termini qualitativi».  

− Alla luce dei cambiamenti, la discussione della tesi cambierà rispetto al passato? Si prevede un modo per valutare la raggiunta professionalità?

«La prova finale sarà integrata da un tirocinio svolto durante gli anni universitari. L’esame di laurea coinciderà, quindi, con l’esame di stato e questo determinerà, come ho detto, una modifica delle modalità di svolgimento della prova finale, che sarà più articolata e comprenderà una prova pratica valutativa. Il cambiamento ordinamentale, con la previsione di un tirocinio curriculare, comporterà anche un riassetto organizzativo nell’ambito dei corsi di laurea, che dovranno assorbire parte del lavoro svolto oggi da alcuni ordini professionali. La presenza di rappresentanti dello specifico ordine nella commissione dell’esame finale contribuirà a rafforzare la valenza formativa e professionale della nuova prova».    

Manifestazione per il riconoscimento del tirocinio abilitante

− Quando entreranno nel circuito professionale i medici abilitati con la laurea?

«La laurea in medicina è divenuta abilitante con il decreto Cura Italia, nel momento più complesso e di forte difficoltà per il servizio sanitario durante la pandemia e per l’intero sistema paese. I primi medici abilitati con l’esame di laurea sono stati proclamati a partire da luglio 2020 e sono stati, quindi, subito inseriti nel circuito professionale. Hanno potuto intraprendere la professione di medico chirurgo, con sostituzioni, guardie mediche, occupazioni presso Usca (Unità speciali di continuità assistenziale) e Rsa (Residenza sanitaria assistenziale). Hanno dato e stanno dando un grande contributo in questi lunghi mesi di pandemia. La laurea abilitante rappresenta una grande sfida. Un processo virtuoso e in linea con i tempi, attivato con l’intento da un lato, di semplificare alcuni processi formativi e professionalizzanti, dall’altro di consentire l’immediato accesso alla professione. La linea tracciata è espressione di un nuovo approccio al mondo del lavoro, considerevole progresso per il nostro paese». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Giornalista professionista, ha lavorato al “Messaggero” dal 1986 al 2010. Prima la “gavetta” in Cronaca di Roma, fondamentale palestra per fare esperienza e imparare il mestiere, scelto per passione. Si è occupata a lungo di degrado della città, con inchieste sugli abusi che hanno deturpato il centro storico. Dal 1997 ha lavorato alle Cronache italiane, con qualifica di vice caposervizio, continuando a scrivere. Un filo rosso attraversa la sua carriera professionale: scuola, università e ricerca per lei hanno sempre meritato attenzione, con servizi e numerose inchieste.