La Capitale verso il voto 2021: mercati rionali, strade e teleferiche senza tempo

La personalissima campagna elettorale della sindaca Raggi nel quartiere Aurelio: una leccatina di asfalto sulla Gregorio VII, piste ciclabili pittate di giallo fra due file di auto in sosta. Nel XIII Municipio i garage hanno avuto, intanto, la licenza per diventare show room e i nuovi box auto costano tra 40 e 80 mila euro l’uno. E le macchine continueranno ad ammassarsi per strada


di PINO COSCETTA

La criticata autocandidatura della sindaca Raggi per le elezioni amministrative di Roma che si dovrebbero tenere, Covid 19 permettendo, nella tarda primavera del 2021, ha di fatto aperto la sua personalissima campagna elettorale. Un anno o poco meno per dimostrare ai romani che, dopo un lustro di risibili risultati, finalmente qualcosa si sta muovendo. All’Aurelio, per esempio, qualche giorno dopo l’annuncio agostano della sua candidatura ha presieduto in pompa magna all’abbattimento del mercato di piazza Borgoncini Duca, assicurando ai gestori costretti a chiudere bottega che nella prossima primavera sarebbero tornati lì, in una struttura «nuova, moderna e funzionale». Il grande Petrolini avrebbe detto “più bella e più grande che pria…”.

Sistemate un decimo delle postazioni di vendita nel vicino parcheggio di Largo cardinal Micara, recintato il vecchio mercato e apposte sommarie immagini raffiguranti il mercato coperto che sarà, ha dato il via all’abbattimento delle strutture. In due giorni tutto giù. Poi le macerie sono restate lì in bellavista fino alla fine di settembre, per essere finalmente sgomberate la prima settimana di ottobre. La tempistica, evidentemente, deve collimare con il “clou’” della campagna elettorale costellata da inaugurazioni e tagli di nastri giallorossi. Dalle immagini poi non si capisce se il nuovo mercato coperto avrà dei cancelli o resterà aperto alla mercé del popolo della notte.

Sempre all’Aurelio, lungo la trafficatissima via Gregorio VII, dopo tante promesse la sindaca sta finalmente provvedendo al rifacimento del manto stradale. Non un rifacimento radicale come promesso per questa strada e per il tratto urbano della via Aurelia, ma una leccatina d’asfalto tanto per nascondere buche e crepe che il traffico e le ingiurie dell’inverno faranno riaffiorare in pochi mesi. Comunque sempre meglio che niente, finché dura, sarà una buona cosa.

A conclusione dei lavori sulla corsia a scendere nella parte alta della Gregorio VII, da piazza Carpegna a piazza Pio XI, gli addetti alla segnaletica orizzontale hanno tracciato la tanto attesa pista ciclabile. Ottimo, ce ne vorrebbe una per ogni strada principale. Però, assieme alla pista ciclabile delimitata da una semplice striscia gialla pittata sull’asfalto, è stata allestita a sua difesa la striscia bianca di sosta per le auto, riducendo l’importante arteria praticamente ad un’unica stretta corsia tra due file di auto in sosta. Tanto stretta quanto basta perché un pullman o un autobus mettano le macchine in fila per uno.

La prima cittadina avrà forse pensato che come in molti altri Paesi, anche a Roma sia tempo d’imporre a chi decida di acquistare un’automobile, la dimostrata disponibilità di un box o almeno un posto macchina dove ricoverala. Esempi di civiltà meritevoli di meditate meditazioni. Ma, anche in questo caso, l’amministrazione capitolina non si è smentita. Per restare lungo la Gregorio VII, sempre il XIII Muncipio a trazione grillina, negli ultimi anni ha concesso diversi cambi di destinazioni d’uso che hanno trasformato gran parte dei garage condominiali dove trovavano ricovero molte auto dei residenti, in altrettanti show-room di cucine, salotti e arredi vari o grandi supermercati, gettando lungo la strada e nelle vie adiacenti, centinaia e centinaia di macchine che prima occupavano quelle autorimesse.

In compenso, sempre lungo la stessa arteria o vie contigue, gli stessi amministratori hanno rilasciato licenze per la costruzione di sei maxi strutture private che vendono box a partire da 40.000 fino a 80.000 euro l’uno, a seconda dei posti macchina. Il “divo” Giulio che ben conosceva Roma e i romani, diceva: «…a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca». 

 

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Foto: sotto il titolo, macerie al mercato di Piazza Borgoncini Duca; al centro, Via Gregorio VII dopo la cura Raggi; in basso, il rendering del Teléforo Funivia del progetto dalla sindaca uscente; sopra il box, Teléfero di Villa Massani 1890

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Pino Coscetta

Caporedattore - Giornalista e scrittore, è entrato al “Messaggero” a 22 anni e ha concluso la sua carriera lavorativa con la qualifica di caporedattore centrale. Durante la lunga permanenza nella redazione di via del Tritone, ha ricoperto per molti anni i ruoli di caposervizio delle province e di caporedattore delle Regioni. Da scrittore inizia con una raccolta di racconti giovanili, “Scirocco” (1966), e si dedica per un lungo periodo a saggistica, libri di storia locale e viaggi. Tra le più recenti pubblicazioni: “Viaggio in Abruzzo con Giorgio Manganelli”; “Il mistero di Tomar”; “Palazzo Podocataro, la casa-museo del cardinale di papa Borgia”; “Tre secoli nel Tridente”; “Divieto d’Orvieto”; e, con Vittorio Emiliani, “La discesa del Tevere e altre storie di fiumara”.