«Mamma li Turchi…», torna lo Spezia all’Olimpico! Gran bella lotta per lo scudetto

Dopo il Ko in Coppa Italia impazzano alla radio giallorossa e sui social dei tifosi i cinque minuti di follia dell’Olimpico, cominciati con due espulsioni e proseguiti col “fattaccio” delle sei sostituzioni (anziché cinque). E ci sono anche i retroscena picareschi del dopopartita: un giocatore e un collaboratore di Fonseca sarebbero addirittura venuti alle mani nello spogliatoio. Oggi nuovo incontro con i liguri: uno psicodramma per la squadra e l’ultima spiaggia per Fonseca?


di MARCO FILACCHIONE

¶¶¶ Bella la lotta scudetto, tornata incerta dopo anni di monologhi bianconeri. Promettente anche la ressa in zona Champions. Tutto molto interessante, ma in questi giorni chi va a caccia di emozioni forti non può che fare rotta sul pianeta Roma, dove si sta dipanando un feuilleton a tinte fortissime, in cui si mescolano sapientemente dramma e farsa. Tutto ruota attorno agli ormai celebri cinque minuti di follia di Roma-Spezia, cominciati con due espulsioni in sequenza e proseguiti con il “fattaccio” delle sostituzioni. Rimarrà probabilmente nella memoria di molti la scena di Pellegrini che, unico fra campo e panchina, pone più volte il dubbio sulla liceità del sesto cambio, mentre Fonseca lo guarda attonito e il team manager Gianluca Gombar dà il via libera. 

Mettendo insieme la topica delle sostituzioni, la sconfitta maturata sul campo e a tavolino, la ferita del derby stradominato dalla Lazio quattro giorni prima, la piazza giallorossa ha inondato i canali social di sdegno e invettive, anche perché in questa stagione già a Verona, prima giornata, uno strafalcione regolamentare aveva trasformato in sconfitta il pareggio ottenuto sul campo. Nel mirino soprattutto Fonseca, alcuni giocatori e in certi casi anche la nuova proprietà, presente ma finora assolutamente muta. 

Sarà forse anche per questo che i Friedkin, pur non rinunciando a un silenzio quasi monacale, hanno optato per il pugno duro, licenziando sia Gombar che il Global Sport Officer Manolo Zubiria. Il che non ha placato però né le critiche, né il dibattito che sta tenendo banco sull’ascoltatissima emittenza radiofonica giallorossa: di questa flagrante ignoranza regolamentare è più colpevole l’oscuro Gombar o lo strapagato Fonseca? O forse entrambi? Del resto il primo deve conoscere il regolamento in ragione della sua funzione dirigenziale, il secondo per opportunità tecnica, visto che sul numero di sostituzioni disponibili può orientare le sue strategie durante l’incontro. 

Ad arricchire il quadro, sono intervenuti anche i giocatori, che giovedì mattina a Trigoria hanno intavolato un lungo confronto con il tecnico, chiedendogli un’assunzione di responsabilità per il pasticcio delle sostituzioni e un intervento in favore del reintegro di Gombar, evidentemente ben voluto in rosa. L’ideale per surriscaldare ulteriormente l’ambiente e rinfocolare voci, non del tutto campate in aria, di una spaccatura sempre più profonda tra Fonseca e alcuni senatori della Roma, Dzeko in primis. Sono filtrati anche retroscena picareschi del dopopartita di mercoledì scorso: un giocatore e un collaboratore di Fonseca sarebbero addirittura venuti alle mani nello spogliatoio. 

Nel frattempo, come guidato da una regia occulta, il campionato oggi rimette di fronte Roma e Spezia. Stesso stadio, l’Olimpico, ma non proprio stesse squadre, perché gli ospiti, che in Coppa Italia hanno presentato le seconde linee, stavolta se la giocheranno con i titolari. Per tutto quello che è accaduto e sta accadendo in casa giallorossa, un match che fino a un paio di settimane fa sarebbe stato ritenuto “facile” rischia di trasformarsi per la Roma in uno psicodramma e per Fonseca nell’ultima spiaggia.  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Foto: sotto il titolo, Fonseca e Pellegrini durante la partita Roma-Spezia di Coppa Italia [credit Imago]; in basso, l’arbitro Ghersini espelle Pau Lopez [credit Ansa/Ettore Ferrari]

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Marco Filacchione

Marco Filacchione, romano, ha esplorato ogni periodicità del giornalismo scritto, lavorando per mensili, settimanali, quotidiani e agenzie di stampa. Ha cominciato negli anni Ottanta con “Il Messaggero”, poi ha seguito da inviato per anni Giro d’Italia, Tour de France e classiche del Nord per il mensile “Bicisport”. In seguito si è occupato di calcio con il mensile “Newsport” e ha fatto parte della redazione del “Corriere dello Sport”, di cui è tutt'ora collaboratore. È autore di una decina di volumi di carattere sportivo.