Giardini verticali: i nostri patriarchi arborei per migliorare la qualità della vita nelle città inquinate

Gli studenti con le finestre rivolte verso giardini ricchi di piante hanno un miglior rendimento scolastico e, negli ospedali, i degenti delle camere su aree verdi ottengono maggiori risultati dalle cure mediche. Il beneficio del verde urbano, sulla nostra salute e sul nostro benessere psico-fisico, è conclamato. Si fa largo la progettazione di intere città verdi, sul modello dei giardini verticali di Stefano Boeri a Milano. La piantumazione dei gemelli dei grandi patriarchi arborei ci permette di riallacciare il legame con le nostre radici e di alimentare le banche genetiche delle piante più resilienti 


di SERGIO GUIDI, presidente Associazione Patriarchi della Natura in Italia

¶¶¶ Ora lo sappiamo bene quanto sia importante creare zone di vegetazione all’interno dei centri abitati e lungo le strade. Visto che la maggior parte della popolazione mondiale vive nelle città e spesso sono proprio le grandi metropoli gli ambienti con la peggiore qualità dell’aria e i livelli di inquinamento più elevati, diventa fondamentale migliorare la qualità dell’ambiente urbano se vogliamo ottenere una migliore qualità della vita. L’importanza del verde urbano è stato dimostrato più volte dagli esperti. Studi recenti hanno evidenziato, ad esempio, come gli studenti che avevano le finestre rivolte verso giardini ricchi di piante avessero un miglior rendimento scolastico rispetto a quelli con le finestre rivolte verso altri edifici privi di verde. Simile risultato è stato ottenuto dagli studi rivolti agli ospedali. Qui, i pazienti con le camere su aree verdi ottenevano maggiori risultati dalle cure mediche rispetto ai degenti delle camere con finestre affacciate su strade trafficate. 

Il verde urbano può contribuire, inoltre, a mitigare le temperature estive dovute alle isole di calore che si formano per il riflesso dei raggi solari sulle pareti degli edifici. L’inserimento di antiche varietà fruttifere locali nella progettazione del verde urbano è un elemento qualificante. Queste varietà non necessitano, difatti, di trattamenti chimici, e andrebbero tenute in considerazione anche per gli orti urbani e i giardini pensili dove si possono ottenere frutti sani a portata di mano. Interventi di riqualificazione green e progetti innovativi, come il bosco verticale di Milano ideato dal grande architetto Stefano Boeri, sono sempre più richiesti. E la riqualificazione di aree urbane periferiche e degradate sono prese come modello di riferimento. 

Boeri − ben oltre l’esperienza milanese − sta progettando intere città verdi dove la qualità urbana potrà garantire una maggior qualità della vita dei residenti. Inserire in queste città verdi anche la piantumazione dei gemelli o figli dei grandi patriarchi arborei sarebbe un’operazione culturale che permetterebbe di riallacciare il legame con le nostre radici. E potremmo considerare questi giardini come banche genetiche per la conservazione del Dna delle piante più resilienti capaci di affrontare i cambiamenti climatici. 

Sono tante le funzioni del verde che riassumiamo brevemente di seguito.  

– Miglioramento dell’ambiente e della qualità dell’aria: gli alberi, infatti, esercitano diverse importanti funzioni come: 

  • la  depurazione chimica dell’atmosfera (grazie alla fotosintesi);
  • l’assorbimento di gas tossici e delle cosiddette “polveri sottili”;
  • la fissazione di inquinanti presenti nell’aria (polveri, prodotti catramosi ed oleosi);
  • l’emissione di vapore acqueo e la  regolazione termica (miglioramento del microclima);
  • costituiscono una schermatura antirumore (barriere acustiche);
  • la depurazione batteriologica dell’aria.

Funzione sanitaria: come descritta sopra, è ormai universalmente riconosciuto il fatto che la colorazione verde del fogliame induce nelle persone un senso di benessere psicologico, di serenità e di riposo indotto, agendo sulla psiche umana. Il “verde” contribuisce alla riduzione dello stress. 

– Funzione ecologica: la vegetazione rappresenta un habitat e una fonte di nutrimento, oltre che la possibilità di ricovero, per uccelli e piccoli mammiferi, contribuendo all’aumento della biodiversità locale anche nei centri urbani. Il controllo delle zanzare in città è favorito dalla presenza di avifanua. 

Funzione di protezione: la presenza di alberi riduce l’azione battente della pioggia e limita notevolmente il compattamento e l’erosione superficiale, sia a livello del suolo che aereo, ha un effetto frangivento e di schermo visivo.

Funzione estetica, paesaggistica ed architettonica: le alberature sono elementi visivi e percettivi che caratterizzano il paesaggio, stimolando sentimenti di ammirazione e la sensazione di piacere dell’animo. L’impiego di vegetali per l’arredo e l’arricchimento dello spazio ha un indubbio valore ornamentale (ed economico) e migliorano l’estetica. 

– Funzione ricreativa: la presenza di viali, aiuole ed aree verdi offre spazi per il gioco, il riposo, lo sport e l’aggregazione (pensiamo anche solo ad una panchina sulla quale sedersi, all’ombra, in una calda giornata estiva).

Funzione culturale, educativa e storica: gli alberi costituiscono un elemento di contrasto fra le cose “naturali” e quelle “artificiali” realizzate dall’uomo, stimolando l’osservazione, la conoscenza e il rispetto delle specie vegetali, degli animali e dei beni storici. Ai vecchi alberi, i nostri patriarchi della natura, sono spesso associati periodi storici, personaggi, eventi, usanze o ricorrenze.

Funzione economica: la presenza di parchi, viali ed aree verdi aumenta il pregio delle aree in generale e in particolare di quelle abitative ed è legata a valori immobiliari più elevati.

Così tante e varie funzioni, su molti piani diversi, bastano e avanzano per accelerare nella riprogettazione delle nostre città, rendendole più vivibili. Cos’altro serve ancora per passare dalle parole ai fatti? ♦ © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Foto: sotto il titolo,  quercia in Aspromonte, classificata fra le cinque più antiche del pianeta; in alto, grattacieli verdi progettati da Stefano Boeri a Milano; al centro, giardini verticali condominiali; in basso, platano secolare in un cortile milanese

About Author

Sergio Guidi

Agronomo ed esperto di biodiversità, ha ideato e cura la “Rete dei Frutteti della Biodiversità”, la prima in Italia, nata per conservare il germoplasma delle specie agrarie e forestali a rischio di estinzione, riproduce le specie e varietà a maggior rischio di erosione genetica a scopo conservativo e per l’implementazione della rete. Si occupa di ambiente, agricoltura e alimentazione naturale. È autore di numerose pubblicazioni e collabora con Ispra per la realizzazione della collana di quaderni sui “Frutti dimenticati e biodiversità recuperata”. È presidente dell’Associazione Patriarchi della Natura per la tutela e valorizzazione degli alberi monumentali italiani. Contatti: [email protected] - Informazioni: www.patriarchinatura.it