Fuoco nero / Chaachoui e i centomila nell’abisso dell’oblio

La matita di FRANCESCO PIOBBICHI

¶¶¶ 100 mila morti di fuoco nero. Nero perché non illumina, nero perché non scalda. Fuoco perché riduce in cenere i corpi. Fuoco nero che ha avvolto le città, che silenzioso è entrato in casa strappando vite. Impedendo l’ultimo saluto, e gli abbracci, cancellando il rito funebre laico o religioso che sia. Fuoco nero e gelido che ci logora, che ci isola. Che arde il legame della vita. L’ultimo addio per molti è avvenuto da un balcone, da dove impotenti si vedevano le foglie più sapienti volare via e perdersi nel vento. Oggi ricordo Bergamo e Brescia da dove tutto è iniziato, intreccio la memoria di Chaachoui, un senza tetto che viveva ai margini ed ora è nell’oblio. Nell’oblio, nell’abisso, insieme alle migliaia di vite in fondo al mare. Anche loro ora sono semplici numeri, nel migliore dei casi lapidi senza nome. Quanto lontani e vicini sono questi nomi senza tomba, quanto simili questi numeri. Liberare la sua memoria e ricongiungerla a quelli di chi, in questi anni, ha perso la vita nell’abisso, è un atto di resurrezione. Di Dignità. Un’insurrezione umana alla barbarie del tempo.  [9.3.2021]

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Francesco Piobbichi

Disegnatore sociale, da anni lavora sul tema della frontiera cercando di raccontare storie attraverso i disegni. Inizia a disegnare come autodidatta a Lampedusa intrecciando il suo lavoro come operatore sociale legandolo al racconto disegnato di storie altrimenti dimenticate. Il lavoro in frontiera lo ha portato a misurarsi con la necessità di costruire una memoria viva in grado di segnare il presente depositandola come atto di accusa di fronte alla storia. In questo momento Francesco lavora con il progetto della Federazione delle chiese Evangeliche "Mediterranean Hope" nella Piana di Gioia Tauro. I suoi disegni sono raccolti in vari libri pubblicati dalla Claudiana Editrice.