Donne e violenza subita: «al tempo del Covid è più difficile dirsi addio»

Il virus è stato un moltiplicatore delle prevaricazioni in casa: il 70 per cento superiore allo stesso periodo del 2019, sulle donne e sui minori. Con la pandemia sono saltati matrimoni, progetti di vita e rapporti. «Oltre all’emergenza sanitaria ed economica c’è oggi un’emergenza familiare», spiega a Italia Liberal’avvocato Ettore Gassani, presidente dell’Associazione matrimonialisti 


di ANNA MARIA SERSALE 

Ai tempi del Covid aumenta la violenza contro le donne. Sono 91 le vittime di omicidio nei primi dieci mesi del 2020. Una ogni tre giorni. Il dato è contenuto nel rapporto Eures sul femminicidio in Italia presentato in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza di genere, che si celebra ogni 25 novembre. E c’è un altro dato agghiacciante rilevato dall’Istat: il 31,5% delle donne italiane tra i 16 e i 70 anni è stata vittima di violenza. Violenza contro le donne che si consuma in mille modi e forme, dalle minacce e dalle aggressioni verbali e fisiche ai gesti e ai comportamenti subdoli e discriminatori anche nel mondo del lavoro. La cultura della parità nel nostro Paese è ancora debole.  

Il Covid ha peggiorato la situazione. A cominciare dalla crisi dei rapporti fra le mura domestiche. Moltissimi matrimoni non sono sopravvissuti alla quarantena e alle paure. C’è un boom di separazioni. Sono esplosi i litigi, la conflittualità è stata esacerbata dalla pandemia, non c’era più la routine a nascondere i problemi. Al crollo psicologico del rapporto hanno contribuito l’insicurezza provocata dal virus, la precarietà economica e la convivenza “forzata” sotto lo stesso tetto, passata a contendersi gli spazi per lo smart working o per qualche momento di libertà personale.  

La crisi non ha riguardato solo matrimoni già logori. Nei mesi più difficili molte coppie hanno scoperto un vuoto affettivo e un improvviso senso di solitudine ed estraneità nei confronti del partner. Sono venute a galla verità taciute da tempo. Risultato: il Covid, l’isolamento sociale e il venir meno di una rete di relazioni hanno innescato un boom di separazioni, oltre a un allarmante aumento delle violenze contro le donne. «Le separazioni sono cresciute del 30 per cento − spiega Gian Ettore Gassani, presidente dell’Associazione degli avvocati matrimonialisti italiani −. Sono aumentate in modo esponenziale anche le violenze contro le donne e sui minori, si stima il 70 per cento rispetto allo stesso periodo del 2019. Il virus ha avuto un effetto moltiplicatore. Sono saltati matrimoni, progetti di vita, rapporti. Dietro ai numeri si nascondono realtà complicatissime, violenze e guerre infinite. Oltre all’emergenza sanitaria ed economica c’è un’emergenza familiare. E in certe condizioni è complicato trovare qualsiasi accordo».  

Al tempo del Covid è più difficile dirsi addio? «Certo − sottolinea Gassani −. I tribunali erano chiusi, ma i nostri studi erano aperti. In alcuni casi gravi di violenza sono dovuto intervenire di persona. Ho dovuto inventare un nuovo modo di fare l’avvocato. Non potevo telefonare per non creare sospetti, alcune donne le ho incontrate davanti al supermercato o in un parcheggio. Purtroppo la recente riforma del “codice rosso” è insufficiente, la legge non basta, non si riesce neppure a sentire la persona offesa entro i tre giorni previsti. Per combattere questo fenomeno occorre una nuova cultura sociale, un linguaggio nuovo, in televisione, sui giornali, negli atti giudiziari. Non deve essere una battaglia di genere, ma la battaglia di tutti». 

Abbiamo abrogato il delitto d’onore dal codice penale, ma non lo abbiamo abrogato dalla cultura di molti uomini, che hanno ancora il senso del possesso, della donna-oggetto, frutto di una sottocultura. Continua Gassani: «I Centri antiviolenza, per esempio, sono importantissimi; tuttavia non hanno sostegni economici adeguati. Molti chiudono. E le donne non denunciano, perché non si sentono protette e perché non hanno fiducia nel sistema. Basti pensare che il 54 per cento delle donne assassinate in Italia aveva sporto denuncia. Ciò significa che la denuncia in molti casi si trasforma in una condanna a morte per la vittima». 

Violenza psicologica, verbale, fisica, comportamenti svalutativi, minacce, stupri, umiliazioni. Gli abusi hanno mille facce. Fino ad arrivare al femminicidio. «Proprio così − conclude l’avvocato Gassani −; per affrontare questo dramma bisogna cominciare dai banchi di scuola, cambiare le favole: basta con Biancaneve e Cenerentola, basta con le immagini di una donna soggetta ad un uomo. Dobbiamo costruire una cultura diversa, fondata sulla parità effettiva e sul rispetto della libertà dell’altro». Dei problemi legati alle separazioni e alle violenze l’avvocato Gassani ha parlato anche nel suo ultimo libro “La guerra dei Rossi””, Diarkos editore, in libreria dalla prossima settimana. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Giornalista professionista, ha lavorato al “Messaggero” dal 1986 al 2010. Prima la “gavetta” in Cronaca di Roma, fondamentale palestra per fare esperienza e imparare il mestiere, scelto per passione. Si è occupata a lungo di degrado della città, con inchieste sugli abusi che hanno deturpato il centro storico. Dal 1997 ha lavorato alle Cronache italiane, con qualifica di vice caposervizio, continuando a scrivere. Un filo rosso attraversa la sua carriera professionale: scuola, università e ricerca per lei hanno sempre meritato attenzione, con servizi e numerose inchieste.