Potrebbe essere un piccolo paradiso turistico e il sindaco dell’isoletta immaginaria a quaranta miglia dal New England si adopera per farlo capire agli abitanti. Tra eventi inspiegabili e radicate convinzioni, loro la pensano diversamente e sono convinti che una maledizione li costringa da secoli a non abbandonarla, pena la morte in terra o in mare. Le vicende si dipanano per i dieci episodi della miniserie, a metà strada tra l’horror e il drammatico, con qualche venatura di umorismo che alleggerisce la narrazione
◆ La recensione di BATTISTA GARDONCINI *
► “Widow’s Bay”, un’isola immaginaria a quaranta miglia dalle coste del New England, avrebbe tutto per diventare un paradiso turistico come la famosa Marta’s Vineyard. Il sindaco Tom Loftis, che non è originario dell’isola, non lesina gli sforzi per pubblicizzarla, ma deve fare i conti con le resistenze degli abitanti, tutt’altro che entusiasti delle sue iniziative. Ben presto si accorge che l’isola non è propriamente un paradiso: la sua storia non è fatta soltanto di cupe leggende, ma anche di eventi inspiegabili, non riconducibili alla semplice suggestione. Quanto agli abitanti, alcuni sono convinti che su di loro gravi da secoli una maledizione che li costringe a non abbandonare mai l’isola, pena la morte in terra o in mare.
A metà tra l’horror e il drammatico, con qualche venatura di umorismo che alleggerisce la narrazione, i dieci episodi della prima serie di “Widow’s Bay”, proposta da Apple Tv, non deludono gli amanti del genere e scorrono veloci. Come al solito il finale è aperto, e quasi sicuramente ci sarà una seconda serie con gli stessi protagonisti, che sono in effetti uno dei punti di forza della serie.
(*) L’autore dirige oltreilponte.org
