Crisi di governo, opinioni a confronto: «Conte era inadeguato, Renzi non è Attila»

Per mesi il Pd ha parlato di un “cambio di passo” del Conte 2, senza dar seguito alle sue timide affermazioni. Ora arriva Draghi. «L’unico animale politico della coalizione ha dichiarato che il re è nudo e ha contribuito a cacciarlo. Operazione necessaria per i gravosi compiti che l’esecutivo avrebbe dovuto affrontare e per i quali aveva dimostrato di non essere all’altezza». Il dibattito è appena cominciato…


L’opinione di MICHELE ACHILLI

¶¶¶ La riconoscenza, in politica come per ogni accadimento della vita quotidiana, non è sentimento generalmente praticato. Una dimostrazione la verifichiamo in questi giorni. I fatti: è dimissionario un governo che nel corso dei suoi sedici mesi di vita non è riuscito a dare al paese né solidità né efficienza: al contrario ha mostrato, giorno dopo giorno, la sua inconcludenza e la mediocrità, per non dire peggio, dei suoi componenti, salvo qualche lodevole, ma isolata, eccezione.

I fatti: il Conte 2 non ha revocato le misure decise dal precedente governo gialloverde e malamente applicate come il reddito di cittadinanza, con le sue centinaia di “navigator”, ben retribuiti ma totalmente inoperosi e come quota 100 che ha prodotto costosi privilegi per alcune categorie (principalmente del settore pubblico) non ripetibili e quindi non solo profondamente ingiuste ma anche inefficaci per l’obiettivo che si era proposto (ricordate? tre nuovi assunti per ogni nuovo pensionato!). La revoca del salviniano decreto sicurezza (già censurato dal Presidente Mattarella) arrivata faticosamente dopo un anno dall’annuncio. La lotta alla pandemia è stata poco meno che disastrosa: siamo il paese europeo con più morti e con il maggior deficit economico (per non parlare della scuola con il maggior numero di giorni di chiusura e lo spreco dei milionari ed inutili banchi a rotelle).

Un bilancio certamente non lusinghiero. A due terzi del percorso – conscio del disastro, accentuato dalla farsa degli Stati Generali e da una bozza di Ricovery Plan che nessuno ha avuto l’ardire di difendere, tanto era al disotto del minimo sindacale – il Partito democratico si è limitato ad affermare che occorreva un “cambio di passo”, senza dar seguito a questa timida affermazione. L’unico vero animale politico della coalizione, dopo aver mostrato qualche timida insofferenza, ha finalmente dichiarato che il re era nudo e ha contribuito a cacciarlo. Operazione assolutamente necessaria per i gravosi compiti che l’esecutivo avrebbe dovuto affrontare e per i quali aveva dimostrato di non essere all’altezza.

Ora al governo è in arrivo Mario Draghi, con il compito di salvare la patria. Il  pericolo allora era reale e la soluzione raggiunta un bene inestimabile che rappresenta un grande passo in avanti per sfruttare al meglio le risorse che arrivano dall’Europa. O no? (a proposito non è merito di Conte essere gli assegnatari di un così cospicuo tesoretto, ma della squadra di Gentiloni, Gualtieri compreso). Matteo Renzi ha reso un grande servizio al Paese e gliene va riconosciuto il merito. Invece di essergli grata l’opinione pubblica, i partiti, buona parte della stampa lo additano come una specie di Attila, il distruttore. Ecco, la riconoscenza. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Michele Achilli

Architetto, libero docente in urbanistica presso il Politecnico di Milano. Membro della Direzione del Partito Socialista Italiano dal 1978 al 1990. Vicepresidente del Gruppo Parlamentare Socialista alla Camera dal 1967 al 1987, Presidente della Commissione Esteri del Senato dal 1987 al 1992. Fondatore e Presidente onorario dell’Icei, Istituto per la Cooperazione Economica Internazionale, Direttore Generale della Fondazione Casa delle Regioni del Mediterraneo. Autore di testi sulla politica internazionale e sulla legislazione urbanistica