Crisi di governo. Col neo-realismo tornano i bei tempi della dolce vita sull’Appia Antica

Nella “Villa Grande” di Zeffirelli riappaiono le auto blu, i lampeggianti, le scorte, la sicurezza. Dove c’era la dolce vita dell’industria cinematografica oggi c’è Berlusconi: riceve Salvini in modalità Ppe, che archivia mojito e citofoni sovranisti. Intanto, fra convivenze forzate, maldipancia e coliche partitiche, Draghi dà fondo alle sue letture migliori e, sulla scorta di Margherita Yourcenar, «accorda a persone tanto varie tutta l’attenzione cortese che nei momenti  migliori si concede a se stessi»


 La nota a margine di DANIELA TAGLIAFICO

¶¶¶ Sono tornati i bei tempi sull’Appia Antica. Finalmente! Basta quel rimuginare nostalgico sugli splendori del cinema della dolce vita, sulle ville di attori e produttori quando Roma era il cuore dell’industria cinematografica, sui 700 metri quadri immersi nel verde di Carlo Ponti (con annesso parco secolare di un ettaro) dove soggiornavano Visconti, Rossellini, De Sica.

Riappaiono le auto blu, i lampeggianti, le scorte, la sicurezza. Il neo realismo politico ha oggi il volto di Silvio  Berlusconi, tornato  a rianimare i fasti mondano/politici dell’Appia Antica. Ha comprato la villa di Zeffirelli, che si chiama “Villa Grande” (non avevamo dubbi). Ha riunito i suoi fedelissimi per stabilire la linea in vista delle consultazioni con Draghi e oggi ha ricevuto un altro volto noto del neo realismo: Matteo Salvini. 

Si sono fatti ritrarre tra tende damascate, sedie dorate, paralumi d’epoca, modalità europeista/Ppe e comunicato ufficiale. Salvini ha fatto di più. “Villa Grande” gli è piaciuta così tanto che l’ha eletta a location per un video in cui invoca velocità e responsabilità. Lo si vede in un giardino davanti a tre pacchianissime statue bianche. Altro che i Papeete, i mojito e i citofoni sovranisti.

Il resto della truppa neo realista è mobilitata in riunioni permanenti in dimore meno sfarzose. Per loro “La terra trema”, altro che se trema… Ogni ora ha la sua pena: prima Grillo che manca poco che dica che Draghi è il suo alter ego, poi i vaffa dentro e fuori i 5 stelle, Rousseau convocata e rimandata, le convivenze forzate, i maldipancia dentro il Pd, le coliche di Leu. Sopra tutte queste convulsioni aleggia una retorica di pacifismo politico, a volte imbarazzante. 

Draghi, intanto, continua a “consultare”. Da uomo colto come è, avrà senz’altro letto “Memorie di Adriano” e conoscerà bene quella pagina in cui Yourcenar fa spiegare all’imperatore romano la tecnica usata nelle udienze dei questuanti: «accordare a persone tanto varie tutta l’attenzione cortese che nei momenti migliori si concede a se stessi e vederle immancabilmente profittare dell’occasione per gonfiarsi come la rana della favola». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Foto: sotto il titolo, Berlusconi accoglie Salvini nella sua nuova villa romana; al centro, “Villa Grande” sull’Appia Antica ex Casa di Franco Zeffirelli

About Author

Laureata a Torino in Scienze Politiche, allieva di Norberto Bobbio e Luigi Firpo, è giornalista dal 1982. Ha lavorato molti anni con Enzo Biagi, collaborando con lui alle trasmissioni su Raiuno. Si è occupata di politica estera e interna nella redazione del Tg1, introducendo per la prima volta il “colore” nei servizi politici, in una stagione televisiva ancora molto paludata e tradizionalista. Del Tg1 è stata per molti anni vicedirettrice. Si è dimessa nel 2004 per protesta contro la mancanza di pluralismo e l’invadenza del governo sulla linea editoriale. Nel maggio 2006, con l’elezione di Giorgio Napolitano a Presidente della Repubblica, ha assunto l’incarico di direttrice di Rai Quirinale. Un’esperienza privilegiata che le ha permesso di maturare attenzione e sensibilità istituzionale. Il Presidente della Repubblica le ha conferito l’onorificenza prima di “Cavaliere” poi di “Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana”.