Covid e lockdown. Il Portogallo riapre ed è primo della classe sul Recovery Plan

Architecture Lisbon Portugal Street Lisboa TourismDue mesi e mezzo di severo contenimento della pandemia e il paese lusitano entra nella fase di «desconfinamento». Riaprono le scuole e riprendono attività e manifestazioni culturali all’aperto, ma non si può parlare di un «liberi tutti»: i negozi subiscono forti limitazioni, la presenza delle forze dell’ordine è intensificata nei comuni con più di 120 casi ogni centomila abitanti. Una ripartenza «graduale e progressiva per adeguare le misure alle situazioni epidemiologiche». Riprende la sfilata del 25 aprile, la festa nazionale più cara ai portoghesi per l’incruenta “rivoluzione dei garofani” del 1974


La lettera di CESARE PROTETTÌ, da Lisbona

¶¶¶ Il Portogallo, nella lunga crisi pandemica, ha fatto bene i compiti a casa: sia nelle ultime misure di contenimento che nella fase di preparazione del rilancio. Il 22 aprile il governo portoghese ha presentato, primo paese in Europa, il suo piano nazionale di ripresa. Presidente di turno (fino al 30 giugno) del Consiglio Ue, Lisbona ha dato il buon esempio agli altri Paesi dell’Ue. Lo aveva fatto anche con le misure di contenimento della pandemia: molto dure, ma accettate con rassegnazione e disciplina dai cittadini. Due mesi e mezzo di chiusure severe, con proibizione di uscire dal proprio comune, fino a quando il premier Antonio Costa ha pronunciato la parola magica “desconfinamento”, fine del lockdown.

Dal 5 aprile si è dato avvio a un ritorno alla normalità molto graduale. Il ministro dell’Interno rafforzerà la presenza delle forze dell’ordine nei comuni che registreranno più di 120 casi ogni 100mila abitanti. Intanto, il 14 aprile, sono arrivate le prime dosi di vaccino Johnson & Johnson. Un segnale importante di ripresa è la sfilata del 25 aprile, la festa nazionale più cara ai portoghesi perché ricorda la fine della dittatura con la famosa e incruenta “rivoluzione dei garofani”. Vedremo di nuovo quindi, nel rispetto delle norme di sicurezza e con un percorso leggermente accorciato, il corteo in Avenida da Liberdade. 

Si riaffaccia anche la programmazione di iniziative culturali in presenza, a partire da quella intitolata “Em casa” (In casa) che si svolgerà, in esterni, al Centro Culturale di Belem (Ccb), patrocinata anche dall’Istituto italiano di Cultura di Lisbona. La mostra offre risposte a domande come «In quali case viviamo? In che modo gli architetti di oggi progettano le nostre case e come sono cambiate le nozioni di abitazione nel tempo dell’ultima generazione?». Concepita partendo dalla collezione del museo Maxxi di Roma, la mostra ha il suo fulcro nel progetto “duetti”, in cui opere di architetti italiani sono a confronto con quelle di architetti contemporanei portoghesi. Curatori della mostra Margherita Guccione, Pippo Ciorra e, per i portoghesi, André Tavares e Sérgio Catumba.

Un segnale chiaro, se vogliamo, è anche la ripresa del pagamento del parcheggio sulle strade pubbliche decisa dal comune di Lisbona e sospeso durante i mesi di lockdown. Riprende il traffico passeggeri negli aeroporti dopo che le autorità portoghesi hanno eliminato la quarantena per i cittadini di molti paesi (Italia inclusa).

Fioriscono anche i post su Facebook degli italiani residenti nel Paese che hanno vissuto con sofferenza il divieto di uscire dalle città. Anche per loro il “confinamento” è stato duro, ma ora, con una forte campagna di vaccinazioni in atto, si torna a respirare l’aria pura della libertà di movimento. Sulle pagine Fb dei vari gruppi di italiani in Portogallo tornano ad essere pubblicate foto e commenti per la ritrovata libertà. Tra gli altri, sul gruppo “Italiani in Portogallo – Oeste”, c’è il post di Vincenzo Varriale, proprio del 5 aprile, con belle foto di un viaggio lungo la costa occidentale del Paese. «Oggi primo giorno di libertà dopo un lungo lockdown», scrive Varriale. «Abbiamo approfittato della bella giornata per percorrere la E 247 verso sud, per 117 km, fino a Colares, attraversando una miriade di paesini e le più belle e famose spiagge della costa ovest, le più ricercate dai surfisti, con punti panoramici mozzafiato, i “miradouros”».

E Valentina del gruppo “Il nostro Portogallo”: «Finalmente l’ennesimo confinamento si è concluso, finalmente possiamo ritornare on the road per le nostre amate gite fuori concelho, alla scoperta del Portogallo più nascosto e, forse, più autentico, tornando a casa carichi di nuova energia e nuove foto». E sono foto che davvero fanno sognare un’estate di viaggi e immersioni nella natura e nella bellezza. ♦ © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Foto: sotto il titolo e in alto, Lisbona con i colori della primavera; a centro pagina, il Centro culturale di Belem; in basso, paesaggi lungo la E247 che costeggia l’Atlantico [credit Vincenzo Varriale] 

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Giornalista professionista dal 1971, è stato fino al gennaio 2016 il direttore delle testate del Master di Giornalismo dell’Università Lumsa di Roma. Nei suoi 40 anni di attività precedente è stato Caporedattore centrale dell’agenzia di stampa ApBiscom (ora Askanews) dopo una lunga carriera all’Ansa. Autore di una decina di saggi e manuali è stato collaboratore dell’Espresso e dal 1983 è nel Comitato di Direzione della rivista "Media Duemila" per la quale ha scritto oltre 800 articoli. Con Stefano Polli ha scritto "È l’agenzia bellezza!" (seconda edizione nel 2021) ed è coautore del libro di Giovanni Giovannini "Il Quaderno Nero, Settembre 1943-aprile 1945" (2004, Scheiwiller).