Consumo di suolo senza sosta: Roma divora se stessa con case e culle vuote

Al ritmo di 150 campi di calcio all’anno, la capitale distrugge una risorsa strategica, limitata e non rinnovabile. Allo studio un piano per la permeabilità, recuperando aree degradate e la stesura di una nuova carta dettagliata dell’intero territorio per ridurne il consumo. La situazione attuale in un video curato dall’Ispra per il progetto Soil4Life


Roma, 26.5.2021 (Red) − La Città Eterna consuma il proprio suolo al ritmo di 150 campi di calcio all’anno. Una espansione senza sosta in un territorio che registra da anni case e culle vuote. È quanto emerge dalla campagna di sensibilizzazione avviata dal progetto Soil4Life con l’obiettivo di promuovere l’uso sostenibile del suolo come risorsa strategica, limitata e non rinnovabile.

Cofinanziato dalla Commissione Europea attraverso il programma Life, il progetto coinvolge associazioni ed enti di ricerca. Fornisce informazione e supporto alla pianificazione territoriale attraverso il coinvolgimento del settore agricolo e dei professionisti di settore (agronomi, geologi, urbanisti e progettisti). Mira ad aumentare la consapevolezza dei cittadini nei confronti della tutela del suolo, sensibilizzando le istituzioni nazionali e comunitarie sulla necessità di adottare norme adeguate a fermare il consumo dissennato del suolo e a prevenirne il degrado.

In questo quadro, Roma Capitale si è impegnata a predisporre un piano per la permeabilità e, insieme a Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), lavora ad una nuova carta dettagliata dell’intero territorio comunale. Nel 2019, il 24% del territorio (quasi 31 mila ettari su circa 128.500 complessivi) era suolo consumato e Roma resta sempre la città italiana più vorace, in perenne espansione e senza inversione di tendenza. 

La situazione della città è spiegata, intanto, in modo efficace, dal video che segue. 

 

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