Biancaneve, il bacio scorretto del principe e …la favola di Julie

Come era Julie Tremaine da piccola? Ha letto troppe favole? O forse troppo poche? Aveva una matrigna che gliele nascondeva? Ho trovato la risposta andando a leggere il giornale dove scrive, il San Francisco Gate… Ne è venuto fuori questo piccolo “scoop” 


Il colpo di tacco a spillo di DANIELA TAGLIAFICO

¶¶¶così la storia di Biancaneve e del bacio scorretto da parte del Principe è sui giornali e siti di tutto il mondo. 

Jung diceva che le favole sono l’espressione più genuina e pura dei processi dell’inconscio collettivo.

Lo sapevate che in una delle prime versioni dei fratelli Grimm, che nelle loro fiabe avevano raccolto la tradizione orale diffusa in Germania, la madre di Biancaneve aveva istinti infanticidi e addirittura cannibaleschi nei confronti della povera bambina? La storia venne edulcorata e fu inserita la figura della matrigna cattiva. Pane per la psicanalisi che sui fratelli Grimm si è scatenata in studi copiosi.

Fatte queste premesse mi sono detta: ma che bambina era Julie Tremaine, una delle due giornaliste americane che hanno gridato allo scandalo per il bacio del Principe, sostenendo che è stato rubato perché non c’era il consenso di Biancaneve? (La quale non era addormentata ma in preda ad una malìa, dopo aver mangiato la mela avvelenata.)

Dunque, come era Julie Tremaine da piccola? Ha letto troppe favole? O forse troppo poche? Aveva una matrigna che gliele nascondeva?

Ho trovato la risposta andando a leggere il giornale dove scrive, il SFGATE.

Ed ecco un interessante articolo della nostra eroina della cancel culture: “L’anno in cui sono vissuta a Disneyland”, pubblicato lo scorso gennaio. Vi si racconta della sua vita infelice nella piovosa West Coast e del desiderio di raggiungere il sole della California. Della sua scontentezza sul lavoro (scriveva per un giornale di Rhode Island). Dei suoi lunghi anni in analisi, dei suoi milioni di esperienze olistiche, come l’intensivo “40 day revolution program”, fatto di yoga, meditazione e consulenza di un nutrizionista.

Vende tutto, molla la malinconica West Coast e decide di vivere un anno intero dentro Disneyland, che definisce ironicamente un “situational Xanax”.

Vive coi pupazzi, sale sulle giostre, scatta foto, intervista persone. Trova insomma la sua placenta. Pubblica un libro, si fa conoscere e qui viene il bello. Scrive su Instagram: «Sono felice di annunciare che sono il nuovo e primo “Disneyland editor” per il San Francisco Gate.

Julie sforna articoli a raffica, sulla riapertura del più famoso parco giochi del mondo, dopo i 400 giorni di chiusura a causa della pandemia, sui prezzi dei biglietti, sulle novità, e, recentemente, il 5 aprile scorso, sul “Disneyland’s fried pickle corndog”, una specie di hot dog con sottaceti e burro di arachidi, prezzo 13 dollari, recensito come “pretty good”.

Dice che adesso si sente una giornalista indipendente (sic) e felice.

Come aveva ragione Jung!!!!!!!!!

P.S. E non fate i maliziosi pensando che sia una trovata pubblicitaria pagata dalla Disneyland… ♦ © RIPRODUZIONE RISERVATA

About Author

Laureata a Torino in Scienze Politiche, allieva di Norberto Bobbio e Luigi Firpo, è giornalista dal 1982. Ha lavorato molti anni con Enzo Biagi, collaborando con lui alle trasmissioni su Raiuno. Si è occupata di politica estera e interna nella redazione del Tg1, introducendo per la prima volta il “colore” nei servizi politici, in una stagione televisiva ancora molto paludata e tradizionalista. Del Tg1 è stata per molti anni vicedirettrice. Si è dimessa nel 2004 per protesta contro la mancanza di pluralismo e l’invadenza del governo sulla linea editoriale. Nel maggio 2006, con l’elezione di Giorgio Napolitano a Presidente della Repubblica, ha assunto l’incarico di direttrice di Rai Quirinale. Un’esperienza privilegiata che le ha permesso di maturare attenzione e sensibilità istituzionale. Il Presidente della Repubblica le ha conferito l’onorificenza prima di “Cavaliere” poi di “Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana”.