Ai fatti si sostituisce la dichiarazione del personaggio di turno. E il giornalismo muore

Covid e informazione: per raccogliere una dichiarazione basta un registratore. Per confermarla, smentirla o anche semplicemente spiegarla nel suo giusto contesto, servono veri giornalisti, con tutto il loro bagaglio di idee, cultura ed esperienza. Serve consapevolezza del ruolo fondamentale dell’informazione in una società democratica. Servono il tempo e il denaro, che molti editori sacrificano sull’altare dei bilanci. La vicenda grottesca dei dati sbagliati per la zona rossa lombarda


di BATTISTA GARDONCINI

¶¶¶ Zona gialla per tutti, o quasi. Ma il futuro dipende dai dati che arriveranno nei prossimi giorni, e dal modo di calcolarli. I precedenti non sono incoraggianti, come abbiamo visto nel caso della Lombardia rimasta in zona rossa troppo a lungo per un errore di calcolo, che il presidente Fontana ha in un primo tempo attribuito al governo. Poi, inchiodato dalle carte che hanno dimostrato l’errore alla sua amministrazione, Fontana ha accusato l’algoritmo, e insieme agli altri presidenti di regione leghisti ha chiesto una revisione dell’intero sistema. In pratica ne ha chiesto uno a prova di idiota, e tutto sommato, avendolo visto all’opera, non possiamo dargli torto.

Di questa grottesca vicenda non varrebbe neppure la pena di parlare. In fondo nella gestione dell’emergenza Covid la Lombardia ha fatto di peggio. Però il modo in cui la storia è stata raccontata la dice lunga sullo stato della informazione in Italia, e merita qualche riflessione.  

Ci sono voluti parecchi giorni, infatti, perché alcuni giornalisti – non tutti – si mettessero alla ricerca delle carte che sole potevano fare chiarezza sui torti e sulle ragioni. Non era facile trovarle, trattandosi di documenti ufficiali e di scambi di mail tra funzionari. Dunque sono state pubblicate troppo tardi per modificare nell’opinione pubblica la percezione delle cose, e si è addirittura arrivati all’assurdo di un importante quotidiano che dava alla pubblicazione dei documenti lo stesso risalto di una delirante conferenza stampa di Letizia Moratti che li smentiva. 

L’incidente di percorso è tipico di un giornalismo che non vuole prendere posizione, e ai fatti preferisce le dichiarazioni dei personaggi coinvolti, anche quando sono contraddittorie. Una scelta cara a chi difende l’insostenibile mito della oggettività, e soprattutto comoda perché, come in questo caso, per raccontare la cosa sono bastate due telefonate: una alla regione che accusava il governo, l’altra al governo che accusava la regione. E pazienza se alla fine i lettori disorientati si convincono che tutti sono uguali e smettono di comperare i giornali perché  “tanto sono inutili”.

Un tempo si diceva che per essere dei buoni cronisti bisognava “consumare la suola delle scarpe” , come hanno fatto i pochi colleghi che hanno ostinatamente lavorato per accertare la verità, sbugiardando Fontana con l’evidenza delle cose. Il consiglio è ancora valido, anche se non è facile seguirlo. Incatenati al desk e perennemente in affanno per rincorrere i tempi della rete, molti giornalisti sembrano rassegnati e si adeguano all’andazzo. Per raccogliere una dichiarazione basta un registratore. Per confermarla, smentirla o anche semplicemente spiegarla nel suo giusto contesto, servono veri giornalisti, con tutto il loro bagaglio di idee, cultura ed esperienza. Serve consapevolezza del ruolo fondamentale dell’informazione in una società democratica. Servono il tempo e il denaro, che molti editori sacrificano sull’altare dei bilanci.

Difendere la buona informazione non è soltanto un imperativo morale. È anche un modo per salvare posti di lavoro qualificati e uscire dallo stato comatoso del giornalismo, che in Italia è particolarmente evidente. Diamoci da fare, perché ne abbiamo bisogno, ed è rimasto poco tempo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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L’autore dirige il blog Oltreilponte.org

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Battista Gardoncini

Giornalista, già responsabile del telegiornale scientifico Leonardo su Rai 3. Ha due figlie, due nipoti e un cane. Ama la vela, la montagna e gli scacchi. Cerca di mantenersi in funzione come le vecchie macchine fotografiche analogiche che colleziona, e dopo la pensione continua ad occuparsi di scienza, politica e cultura sul blog “Oltreilponte.org”.