Agricoltura digitale di precisione e blockchain informatica per tracciare il cibo di domani

Il futuro alle porte delle nostre campagne si chiama bioeconomia circolare, sia nella filiera agricola che agroindustriale. Con lo sviluppo di produzioni energetiche rinnovabili in ambito agricolo e forestale, si valorizzano anche gli scarti delle produzioni agricole sostenibili. E si riduce la dipendenza dalle fonti fossili, oltre che diversificare la destinazione dei prodotti mantenendo in equilibrio i mercati. Il futuro della filiera non potrà prescindere dallo sviluppo di una vera agricoltura digitale per ridurre gli apporti chimici e salvaguardare l’ambiente senza compromettere produzione, costi e reddito delle aziende

golden wheat field and sunny day


L’analisi di MARIA LODOVICA GULLINO, Agroinnova, Università di Torino

LA TUTELA DELL’AMBIENTE e la rivisitazione di molte attività economiche in una visione che non tenga solo conto di aspetti tecnici, sociali ed economici, ma anche di quelli ambientali, sono non solo auspicabili ma possibili e in molti casi già in buona parte realizzati. L’importante è farlo con metodi scientifici, sfruttando al massimo i vantaggi derivanti  dalla possibilità di avvalersi oggi di tecnologie innovative, non disponibili fino a pochi anni fa.  Prendiamo come esempio l’agricoltura. Non c’è settore produttivo più tradizionale e innovativo, al tempo stesso, di quello agricolo. Da sempre. E oggi, in un momento di transizione ecologica, l’agricoltura può svolgere, grazie ai molti esempi virtuosi, un ruolo trainante. 

Oggi è realizzabile − per entrare subito nel merito − una filiera alimentare che, partendo dalla produzione, passando per il trasporto, la distribuzione, la commercializzazione e il consumo di prodotti alimentari e della bioeconomia, abbia un impatto ambientale ridotto o neutro. Preservando e ripristinando le risorse ambientali da cui il sistema agricolo, forestale  e alimentare dipendono. Un approccio del genere contribuisce a mitigare i cambiamenti climatici e adattarsi ai loro effetti, proteggere il suolo, l’acqua, l’aria, promuovere la salute delle piante e il benessere degli animali. Senza trascurare la tutela della salute dei consumatori e l’accessibilità al cibo per i cittadini. La promozione della decarbonizzazione del sistema agricolo, forestale ed agroalimentare è possibile tramite una transizione all’elettricità rinnovabile, ai gas rinnovabili (biometano ed idrogeno) e al calore rinnovabile.

Cresce la circolarità della filiera agroalimentare con nuovi processi tecnologici e produttivi

E oggi, in un momento in cui la circolarità va per la maggiore, ancora una volta l’agricoltura sale in cattedra. Perché, se consideriamo con attenzione quanto sta avvenendo da tempo in molti sistemi agricoli, ci rendiamo conto della continua evoluzione della filiera agroalimentare verso un sistema circolare. Un sistema cioè solido e resiliente, basato su processi produttivi che permettano di migliorare la sostenibilità ambientale dell’attività agricola e contribuiscano a creare e distribuire reddito sul territorio. Per agricoltura circolare intendiamo lo sviluppo di un approccio circolare e virtuoso alla gestione del ciclo dei nutrienti nel sistema agricolo e agroalimentare, la valorizzazione del digestato equiparato a fertilizzante, la promozione di fertilizzanti rinnovabili e locali, l’uso di mezzi di lotta contro i parassiti innovativi, spesso basati sul recupero di prodotti di scarto, la promozione di produzioni circolari ed innovative, in grado di valorizzare scarti e cascami e di migliorare l’autonomia alimentare nella produzione di alimenti per le persone e per il bestiame. 

Il costante impegno profuso dal settore agricolo nella produzione di cibo, nella valorizzazione di scarti e sottoprodotti, nella produzione di energia rinnovabile e di fertilizzanti organici (il digestato) e nella riduzione delle naturali emissioni degli effluenti zootecnici si sta concretizzando in iniziative ben strutturate. La filiera del biogas rappresenta ormai un importante elemento di forza del tessuto produttivo agricolo nazionale e ha trovato, ad esempio in Piemonte, forme di aggregazione di grande interesse. La diffusione degli impianti avvenuta a partire dalla fine degli anni 2000 ha consentito al settore primario di raggiungere importanti obiettivi in termini di diversificazione del reddito e di miglioramento sotto il profilo ambientale  delle aziende zootecniche. Molte aziende zootecniche sono state capaci di rafforzare l’immagine di qualità delle produzioni agricole made in Italy, anche incentivando tecniche di riduzione degli impatti sull’ambiente e di tutela del benessere degli animali. 

Coltura idroponica con nutrienti e fitofarmaci indirizzati direttamente all’apparato radicale

Da anni l’intensificarsi di ricerche volte a sviluppare, da un lato, input chimici, quali ad esempio fertilizzanti e agrofarmaci a minore impatto ambientale, capaci i primi di essere rilasciati lentamente, i secondi di agire esclusivamente sul bersaglio, quindi senza (o comunque meno) effetti collaterali negativi. Dall’altro lato, prodotti alternativi a quelli chimici più tradizionali hanno permesso di allargare l’arsenale di mezzi tecnici disponibili. Oggi, ad esempio, la difesa delle colture dagli attacchi dei parassiti (funghi, insetti, virus, infestanti) si basa sull’impiego di mezzi chimici, fisici, biologici, biotecnologici caratterizzati da un minore impatto ambientale, che sono il frutto di anni di ricerche applicate. E molte attività produttive in agricoltura sono un esempio virtuoso di economia circolare. 

La costruzione di una bioeconomia circolare nella filiera agricola ed agroindustriale, così come la promozione e lo sviluppo di produzioni energetiche rinnovabili in ambito agricolo, forestale ed agroalimentare che garantiscano la valorizzazione degli scarti e delle produzioni agricole sostenibili, è oggi possibile. Si riduce, in tal modo, la dipendenza dalle fonti fossili e si diversifica anche la destinazione dei prodotti agricoli mantenendo in equilibrio i mercati. Il futuro della filiera agricola non potrà prescindere dallo sviluppo di una vera agricoltura digitale. La cosiddetta agricoltura di precisione potrà consentire di ridurre gli apporti chimici, salvaguardare l’ambiente senza compromettere la produzione, i costi ed il reddito delle aziende. L’uso della blockchain garantirà la perfetta tracciabilità dei prodotti di qualità e rispettosi dell’ambiente, l’analisi dei dati ambientali e del ciclo di vita dei prodotti (LCA) garantirà al consumatore il cibo che desidera. 

Alla base del cambiamento c’è la formazione dei nuovi operatori agricoli in un’ottica di sostenibilità ed efficienza ambientale. © RIPRODUZIONE RISERVATA

About Author

È nata a Saluzzo, origine di cui è molto orgogliosa. Dalla fine degli anni ’70 si occupa di malattie delle colture orto-floro-frutticole all’Università di Torino, dove è ordinario di Patologia vegetale e Vice-Rettore per la valorizzazione del capitale umano e culturale dell’Ateneo. Figlia di imprenditori agricoli e imprenditrice lei stessa, ha vissuto e lavorato per lunghi periodi all’estero. A Torino dirige il Centro di Competenza Agroinnova dell’Università di Torino, da lei fondato nel 2002. È anche giornalista pubblicista. Dopo tanti lavori e libri scientifici, ha voluto cimentarsi con una scrittura più lieve. Ha cominciato con “Spore” (Daniela Piazza Editore, 2014), cui sono seguiti, sempre con lo stesso editore, nel 2015  un libro per ragazzi, “Caccia all’alieno” e, nel , “Valigie: cervelli in viaggio”. Nel 2018 ha pubblicato, con Gabriele Peddes, un libro a fumetti “Angelo, il Dottore dei  Fiori” con Edagricole, Business Media. In occasione dell’Anno Internazionale sulla Salute delle piante ha preparato un altro libro per ragazzi, “Healthy plants, healthy planet” (Fao), tradotto in numerose lingue.