A Torre de’ Passeri, in Val Pescara, una pala eolica al giorno toglie i controlli di torno

Nel secondo paese più piccolo d’Italia, sul Colle Civetta, una società olandese presenta domanda a ferragosto dello scorso anno, col Comune commissariato. L’istanza riguarda una sola pala alta novanta metri e 975 kilowatt di potenza, 25 in meno della soglia con prescrizioni di legge, avvalendosi della norma sul silenzio-assenso. Il comitato “Controvento” e il nuovo sindaco sentono odore di bruciato e scoprono scatole cinesi fra un cartello di società. Fanno capo alla Euwind, sede legale in Olanda e domicilio a Scanzano Jonico in Basilicata. Chi ci sta dietro? Indagano i carabinieri


 L’inchiesta di LILLI MANDARA, da Pescara

¶¶¶ Metti una pala eolica su una collina, in mezzo alle case. Poi mettine un’altra e un’altra ancora. Ci vuole poco per fare un parco eolico, ma se arrivi sulla soglia di quel poco e non la oltrepassi, e soprattutto fai un passo alla volta, eviti un sacco di incombenze, di autorizzazioni e di scocciature, grazie a una norma europea che consente di facilitare i percorsi. E, soprattutto, piazzi moltissime pale mettendoti al riparo dai niet e non dai nell’occhio. Accade a Torre de’ Passeri, in Valpescara, su Colle Civetta, una delle poche colline ancora edificabili. Qualche casa, qualche agriturismo, qualche attività biologica. E, molto presto, una e forse tantissime altre pale eoliche alte novanta metri. Nel secondo paese più piccolo d’Italia, 5,4 chilometri quadrati per 3000 abitanti. 

Il primo a farsi saltare la mosca al naso è stato l’ingegner Lino Iulianetti ora capo del comitato “Controvento”, quando si imbatte nella domanda presentata al Comune, in tempi molto sospetti, cioè in pieno ferragosto 2020, durante il periodo di commissariamento, da una società olandese con sede a Milano. Il commissario, alla soglia delle elezioni, non se la sente di prendere in esame la richiesta della Ewt development, e la nuova giunta appena insediata, presa com’è da altre incombenze, non se ne accorge neppure. Fino a ottobre dello scorso anno, quando il sindaco neo eletto Giovanni Mancini riceve la visita di misteriosi imprenditori di Emilia Romagna e Toscana accompagnati da un uomo del posto e decide di prendere di petto la questione.

In quell’occasione Mancini capisce che se fai la domanda per installare una sola pala, tra l’altro di 975 kilowatt quindi al di sotto della soglia di mille Kilowatt che fa scattare altre prescrizioni, è sufficiente il silenzio-assenso dell’amministrazione competente (altro discorso è il parco eolico) secondo una norma europea, ma la stessa amministrazione competente cioè il Comune può mettersi di traverso, se vuole. E il primo cittadino vuole. D’altronde i sospetti sono tanti visto che soltanto un anno prima, sulla collina di fronte, nel territorio di Bolognano, Colle Morto, un tentativo simile da parte della stessa società (o meglio da un cartello di società tra le quali la stessa Ewt) era stato bloccato grazie alla protesta degli abitanti con in testa il proprietario della Cantina Zaccagnini. Proprio la presenza delle vigne e la vicinanza con l’oasi del Wwf della diga di Alanno, l’abbazia di San Clemente e il passaggio di un antico tratturo, avevano indotto il Comune a negare l’autorizzazione.

«Non sono contrario alle energie alternative − ci tiene a precisare Iulianetti, presidente di “Controvento” − ma altresì non sono favorevole all’installazione di pale eoliche in questi luoghi, perché deturperebbero l’ambiente in una delle pochissime aree destinate alla crescita urbanistica». Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco Mancini: «Neanche io sono contrario alle energie alternative ma farò di tutto per evitare le pale eoliche che andrebbero a far morire il mio territorio, dove hanno aperto attività sia imprenditori agricoli che turistici, oppure semplici cittadini che hanno scelto quella collina per rincorrere un proprio modello di vita».

Il comitato raccoglie firme e il sindaco comincia quello che lui chiama “ostruzionismo procedurale”, richiedendo integrazioni agli atti e soprattutto una domanda nuova di zecca, visto che, nel frattempo, alla Ewt Development e alla Elek Sinergia (titolari della progettazione della pala eolica) era subentrata un’altra società, la Euwind 6. Ma fanno di più, sindaco e comitato: vanno a parlare con i carabinieri perché hanno scoperto un sistema di scatole cinesi che fa capo alla stessa Euwind, cioè una serie di micro società con capitale sociale sotto i 10 mila euro e lo stesso amministratore. E probabilmente la stessa strategia: piazzare una pala per volta per arrivare a un vero e proprio parco eolico. 

La Euwind ha sede legale in Olanda e domicilio a Scanzano Jonico, piccolo comune della Basilicata sciolto per mafia a gennaio 2020, e potrebbe essere la capofila di altre catene societarie con nomi in serie: Euwind 7, 8, 9 e via dicendo. A insospettire è un altro aspetto della società, che ha sede nello stesso edificio del Comune di Scanzano. E un’altra domanda, per realizzare una seconda pala lì vicino. Ora quindi si comincia a indagare sul serio, Torre va controvento. ♦ © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Foto: sotto il titolo, pala eolica in manutenzione a Gisella Motta (Abruzzo); in alto, panorama di Torre de’ Passeri (Pescara); in basso, scorcio del centro storico del piccolo paese abruzzese

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Lilli Mandara

Ha lavorato nella redazione abruzzese del “Messaggero” dal 1984 al 2014. Ha seguito per il quotidiano di Roma molte vicende dell’attualità italiana. Dal 2015 è direttore responsabile del blog “Maperò”, testata giornalistica che si occupa in Abruzzo di politica, cultura e cronaca. Collabora col “Fatto quotidiano” e con “Donne Chiesa Mondo”, il mensile dell’“Osservatore Romano”.